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    costruzione dei remi

    IGianni Giordano
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    costruzione dei remi Empty costruzione dei remi

    Messaggio Da IGianni Giordano il Ven 29 Giu 2012, 22:54

    Ho costruito spesso dei remi per i miei modelli ma senza porre particolare attenzione a questo particolare. Tempo fa mi sono messo a studiare questo problema ma ho trovato solo vaghe notizie oppure complicati studi in cui non capivo niente.
    Mi sono allora rivolto a due anziani pescatori che sapevano anche riparare bene le loro barche e chiesi spiegazione su come erano fatti i remi di un gozzo ligure. Per prima cosa chiarirono che esisteva il gozzo,punto e basta. Se ce ne sono di diversi tipi, aveva scarsa importanza. Ma veniamo alla spiegazione della costruzione del remo.
    Serve un tronco di legno di faggio bianco ben stagionato.
    Bisogna poi determinare la lunghezza. Tale lunghezza viene divisa in tre parti uguali:una che va dalla impugnatura allo scalmo ( è la prima misura da stabilire), un'altra dallo scalmo all'inizio della pala e la terza parte è data dalla pala.
    Se è possibile fare la prima parte un po' più lunga delle altre due, la vogata sarà molto meno faticosa.
    Mi è venuto spontaneo osservare che era il principio della leva di Archimede.
    La risposta fu che il sig. Archimede non lo conoscevano ma che i remi li faceva così il nonno, il padre ed ora loro.
    Un remo fatto bene, leggero e maneggevole deve essere fatto a mano prima sgrossando il legno con un picchetto e poi rifinito con una pialla dalla base convessa che si chiama ( meglio dire si chiamava) rabbotto.
    Tutto questo ora non si fa più. Si usano remi costruiti in grossi complessi industriali e non in legno ma con le moderne fibre e con la forma della pala studiata al computer.
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    costruzione dei remi Empty Re: costruzione dei remi

    Messaggio Da pietro bollani il Sab 30 Giu 2012, 11:12

    Ciao Gianni,
    Mi sembra di "leggere" una nota di malinconia in questo tuo intervento, verso un mondo che un po' alla volta sta scomparendo. Al di là della descrizione della costruzione del remo, per altro molto interessante, una frase mi ha colpito: "esisteva il Gozzo, punto e basta".
    Le differenze le facciamo noi che tendiamo a catalogare tutto, ma per chi una cosa la usa, le differenze sono solo "migliorie" per il proprio lavoro... Una cosa su cui meditare la prossima volta che faremo una discussione se la Santa Maria fosse una caravella, una caracca o un Não.
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    Messaggio Da IGianni Giordano il Lun 02 Lug 2012, 18:24

    Ciao Pietro,
    No, sono un patito del progresso.
    Dei tempi che furono, cerco di salvare, quando posso, l'arte povera e poche cose vorrei ancora come erano. Una per tutte: rispetto ai ragazzi di oggi, noi si giocava per strada e chi aveva un pallone era uno ricco.Non avevamo telefonini e men che meno sodi in tasca. Però ci si divertiva.
    Riguardo alle imbarcazioni ed al loro nome in base alle caratteristiche, posso solo dire che i Re Magi erano tre,che i Re di Roma erano sette e che Colombo partì con tre caravelle. Ci hanno sempre detto così e lasciamo che tutto resti invariato.
    Parlando di progetti navali, non so per le grandi navi ma le barche da diporto e da lavoro erano fatte da piccoli e modesti cantieri ed ognuno lavorava secondo la sua tradizione incurante dei disegni.
    Anni fa, un noto personaggio genovese, mi chiese di fare il modellino della sua barca e mi fornì anche i disegni originali. Li confrontai con lo yacht ma non corrispondeva quasi niente. Diverso il bulbo, diversa la forma del timone. Non parliamo poi dell'albero che era arretrato di quasi un metro rispetto al progetto.La tuga poi era tutta una altra cosa.
    Il proprietario mi raccontò di violente liti fra lui committente, il progettista ed il titolare del cantiere a seguito di tali varianti volute da lui.
    Come doveva essere il modello? Come da disegni di un progettista di fama internazionale o come era la barca nella realtà? Io lo ho fatto come era la barca.
    E quando sarà demolita, la sua memoria sarà quella del progetto originale o quella del modellino oppure quella di un modellino fatto da altra persona seguendo scrupolosamente il disegno originale?
    Personalmente non me ne importa più di tanto.
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    Messaggio Da pietro bollani il Lun 02 Lug 2012, 19:05

    Bhè Gianni, uno può anche essere patito per le innovazioni e al contempo nostalgico delle cose che si perdono! Wink
    La riflessione mi era nata dalla frase che ho citato prima, ed è maggiormente confermata dal "raccontino" che hai fatto ora; l' immagine che hai descritto, non è poi molto differente da quella che, immagino, si potesse svolgere in un qualsiasi arsenale ciquecentesco, seicentesco ecc. almeno fino all' avvento delle navi con scafo in ferro.
    Insomma è la classica immagine dell' industria che soppianta l' artigianato, cambiano i soggetti, ma la storia si ripete sempre... Comunque la mia era proprio nient' altro che una riflessione, un pensiero esternato per iscritto come spesso mi capita di fare.

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