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    CREAZIONE DI NUOVI SCAFI

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    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 Empty Re: CREAZIONE DI NUOVI SCAFI

    Messaggio Da alessandroROMA il Mar Apr 30, 2013 8:31 pm

    Walkyrja ha scritto:Ma credo, anche se non ne sono certa, che nei modelli dinamici, le eliche siano due, una a tribordo ed una a babordo, in questa maniera so che aiutano anche a virare senza la necessità di timone.

    Però da quel che ho visto mi pare che funzionino con quel sistema. Possono essere di dimensioni inferiori a quella che hai elaborato, e tutto sommato dovrebbero essere meno invasive per lo scafo.

    Poi non so, mi ritengo ignorante in questa materia essendo modellista statica.

    Per prima cosa grazie per l’interesse, nonostante la tua propensione sia per il modellismo statico
    Le navi hanno una, due o anche più eliche e i modelli dinamici che le vogliano imitare devono rispettare il numero dell’originale. E’ anche vero che, soprattutto nei motoscafi di basso costo, già costruiti, l’utilizzo di due motori per evitare di dover installare un timone e relativo servomeccanismo è molto comune.
    La soluzione a due eliche però l’ho scartata fin dalla prime fasi del progetto, per vari motivi ma principalmente perché il piroscafo cannoniera alla quale intendo “liberamente” ispirarmi ha una sola elica e in genere i piroscafi a vapore della seconda metà dell’ottocento avevano perlopiù un elica.

    Durante le fasi di progettazione, ma soprattutto di realizzazione avrò bisogno di molti consigli sul modellismo statico, spero di poter contare sulla tua maestria.
    Ma il modellismo dinamico non ti interessa proprio, non mi riferisco ai motoscafi super veloci ma cose del genere:
    https://www.youtube.com/watch?v=z0uqJWeUP48


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    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 Empty Re: CREAZIONE DI NUOVI SCAFI

    Messaggio Da alessandroROMA il Mar Apr 30, 2013 8:43 pm

    [quote="renzo428"]
    alessandroROMA ha scritto:
    La domanda che rivolgo agli iscritti del forum è: qual è la proporzione fra diametro del cerchio che crea l’elica girando e la lunghezza della nave ?

    Oppure più semplicemente: su un modellino lungo 90 cm circa voi modellisti che elica mettereste, di quale diametro? Magari considerando che vorrebbe essere una nave della seconda metà dell’ottocento, volendo trovare un compromesso tra l’attendibilità storico-estetica-realistica e l’effettiva resa pratica in termini di spinta?

    Ciao Alessandro,
    prima di tutto vorrei farti i complimenti per il lavoro che stai facendo.

    Grazie molto per i complimenti e grazie per il tuo post utile e molto competente.

    Riguardo alla tua domanda credo che posta in questi termini sia troppo generica.
    La dimensione dell'elica e' legata non solo alle dimensioni della nave ma anche alla potenza del motore e all'uso della nave stessa.
    Per fare un esempio ovvio, un rimorchiatore ha una elica di dimensioni maggiori rispetto all'elica di una bettolina anche di lunghezza maggiore.

    E’ vero. Hai ragione.

    Ad occhio per il tuo modello vedrei un'elica di diametro non maggiore di 4 cm ma la metterei piu' a poppa rispetto al disegno che hai fatto, subito dopo il dritto di poppa in particolare.

    Sinceramente, un’elica superiore ai 4 cm non l’avevo proprio presa in considerazione, così grande mi crea un bel po’ problemi. Che intendi non superiore ai 4 cm: una di 30 mm la vedresti bene? una di 25 mm invece ti da l’idea di essere insufficiente a spingere un modello di 90 cm ? Si lo so che dipende anche dalla potenza e dal numero dei giri del motore, anzi quello del motore è un altro grosso problema che già sto affrontando. Delle questioni legate al motore ancora non ne sto facendo cenno perché vorrei prima risolvere la scelta dell’elica e della sua collocazione.
    Sullo spostamento dell’elica ancora più a poppa, salvo restando lo spazio per il timone (che non vorrei far traslare troppo dietro per non sporgere oltre il profilo) sono d’accordo e ho iniziato a disegnare varie ipotesi.

    Tuttavia per avere una maggiore fedelta' rispetto al vero, ti consiglio di guardare i profili delle navi del periodo e ricavare indicativamente le dimensioni dell'elica oltre che del timone ed altri dettagli.

    Grazie per il consiglio ma mi sono rivolto al forum proprio perché non riesco a metterlo in pratica, ho poche foto o immagini a disposizione, quelle decenti sui libri mi riportano solo l’opera morta e altre immagini invece sono troppo piccole per fare proporzioni attendibili. Quindi ribadirò la terza domanda in un successivo post in modo più sintetico.



    Se poi vuoi che il tuo modello sia navigante, considera che sara' necessario aumentare la superficie del timone di circa il 50% rispetto a quello del progetto dato il diverso comportamento in acqua di un modello rispetto a quello della nave vera.
    La presenza di due o piu' eliche non e' una regola ma l'eccezione almeno nella marina mercantile di fine '800 dato che due eliche prevedevano due motori con relative caldaie a scapito dello spazio per il carico. Per la marina militare il problema era diverso visto che se un apparato motore era colpito e messo fuori uso, la nave poteva comunque manovrare con l'altro.

    Grazie per l’informazione sulla dimensione del timone. In merito a ciò ti posso dire che senza aver acquisito né approfondite conoscenze né esperienza specifica, quando ho realizzato il mio primo modello navigante (quello che puoi vedere tramite le url copiate nei primi post di questo topic) ho pensato di costruire il timone più grande rispetto a quello che le dimensioni della nave avrebbero richiesto considerandola a grandezza naturale.
    Però ho esagerato e infatti, sia perché il timone ha un profilo biconvesso simmetrico (quindi genera portanza quando cambia l’angolo di incidenza oltre a deflettere il flusso d’acqua) sia perché è molto più grande, quando viene azionato bruscamente, la nave risponde in modo repentino e di conseguenza è poco “fotogenica” in questa manovra. Sui video si nota un rollio eccessivo in fase di virata (anche perché i piloti sono bambini e spesso il vento di traverso accentua l’effetto)
    Comunque stavolta mi atterrò al tuo consiglio, però per capire se ho interpretato bene la tua indicazione dimmi se devo fare il timone il doppio (2) oppure una volta e mezza (1,5) rispetto a quello individuato come proporzionato all’originale.


    /quote]
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    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 Empty ancora informazioni

    Messaggio Da alessandroROMA il Mar Apr 30, 2013 8:50 pm

    Scusate l'insistenza ma fra i tanti post del topic passa inosservata la domanda che a me interessa e che ripropongo qui:

    chiunque abbia un modello, costruito o in progetto, di una nave ad elica (una sola elica) che abbia anche attrezzatura velica, come ad esempio il Mercatore o l’Amerigo Vespucci (rinuncio a restringere il campo a quelle della seconda metà dell’ottocento perché probabilmente non le ha nessuno), mi potrebbe fornire la lunghezza dello scafo e il diametro dell'elica. GRAZIE
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    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 Empty vi ho indotto in errore

    Messaggio Da alessandroROMA il Mar Apr 30, 2013 10:54 pm

    Chiedo venia, ho sbagliato.
    C'era qualcosa che non mi convinceva, il cilindro rosso che rappresenta l'ingombro dell'elica in movimento ha il diametro di 50 mm e non di 25 mm. Ero convinto che stavo inserendo il parametro del diametro e invece era quello del raggio.
    Quindi fino a 50 mm posso gestirla bene.
    A questo punto credo che i 40 mm siano corretti.


    Finalmente sono riuscito a reperire un disegno decente, l’Alabama, piroscafo confederato con un’elica, tre alberi, lunga sul ponte 45 cm e l’elica 1,8 cm, 2 cm (nel disegno logicamente)

    quindi il rapporto fra lunghezza e elica è 25 o 22,5

    che applicato al mio modello di 90 centimetri si traduce in un elica da 36 o 40 mm.

    Ciò non toglie che spero che quanti più modellisti possibile possano rispondere alla domanda formulata nel precedente post.
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    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 Empty Re: CREAZIONE DI NUOVI SCAFI

    Messaggio Da renzo428 il Mer Mag 01, 2013 3:27 pm

    Ciao Alessandro,
    ecco qua la poppa della Terribile, la prima pirocorvetta corazzata della Marina Sarda varata nel 1861.
    Era lunga 65.8 m e aveva un'elica a quattro pale del diametro di 4.60 m.

    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 8699308570_1dae0261f5_b

    Per quanto riguarda il timone ti faccio un esempio: quello della Terribile aveva la pala larga 1.80 m ed alta 5 m.
    Io per aumentare la capacità di manovra (leggi: perchè possa virare in pochi metri), lo porterei a 1.5 x 1.8 = 2.7 m da convertire nella scala che hai scelto. Ed è possibile che sia ancora piccolo!
    Anche i giri dell'elica al minuto (rpm) dovranno essere maggiori rispetto a quelli dell'elica vera.
    Io per il mio Libia (il modello è lungo 2.25 m e pesa 30 Kg) avevo mantenuto lo stesso numero di giri dell'elica della nave vera. Il risultato è stato che il modello anche alla massima velocità si muoveva appena. Ho quindi tolto il riduttore ad ingranaggi tra i motori e le eliche e l'ho messo in presa diretta. La nave è diventata manovrabile. Naturalmente avevo aumentato il timone in lunghezza di 1.5 volte (non in altezza altrimenti sporge al di sotto della chiglia!)

    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 5760937087_91c7da81ae_b

    Un caro saluto, renzo
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    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 Empty Re: CREAZIONE DI NUOVI SCAFI

    Messaggio Da IGianni Giordano il Mer Mag 01, 2013 5:26 pm

    Renzo,
    A meno che mi sia sfuggito, questo tuo modello non lo avevo mai visto.
    Se lo hai già mostrato, dimmi dove. Se invece è qualcosa che hai nel cassetto, dai a tutti noi la possibilità di guardarlo. Oltretutto se ha una lunghezza superiore ai due metri, deve essere veramente imponente.
    Gianni Giordano
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    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 Empty Re: CREAZIONE DI NUOVI SCAFI

    Messaggio Da renzo428 il Mer Mag 01, 2013 7:21 pm

    Ciao Gianni,
    nella sezione "lavori finiti" nel post "I modelli di RENZO428" ci sono anche alcune foto durante la costruzione.

    https://modellistinavali.forumattivo.com/t1610-i-modelli-di-renzo428

    Un caro saluto, renzo.
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    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 Empty timoni, eliche eingombri interni

    Messaggio Da alessandroROMA il Sab Mag 04, 2013 9:52 pm

    Per Renzo428, sarà scontato ma ti devo fare i complimenti per le tue navi prima di parlare del resto.
    Le dimensioni della Libia sono impressionanti, ma come fai a trasportarla. Io ho sudato freddo quando ho scoperto di aver preso male la misura dell'apertura del portabagagli e la nave è più lunga. Spero solo che con qualche manovra possa entrare, perché di rifare il progetto non se ne parla.

    Passo al discorso del timone. Ho seguito il tuo consiglio e ho ingrandito alcuni timoni (considerando quelli di navi a vela/vapore).
    Se dai un'occhiata a questi disegni mi puoi dire se, secondo te e senza impegno, il timone col bordo nero va bene o se è meglio il profilo viola. Considera che il profilo è un biconvesso simmetrico quindi ha una buona capacità di spostare la nave.
    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 Prospe14
    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 Timone10
    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 Timone11

    Ora il discorso dell'elica
    Grazie per il disegno.
    Fatte le dovute proporzioni, dovrei mettere un'elica di 63 mm di diametro, quindi 60 mm in commercio.
    Ho fatto però alcune considerazioni:
    La Terribile era una pirocorvetta corazzata, molto pesante. Certamente più pensante e più lunga delle navi a cui faccio riferimento, in legno, più corte e più snelle. Perciò mi posso spiegare il perché di un'elica più grande.
    Ma al di la delle caratteristiche delle navi vere, bisogna considerare i modelli in scala. Ho notato che su quella che ho costruito, molto più pesante, più alta e più corta (quindi dalla linea sicuramente meno veloce) l'elica di 50 mm di diametro forniva una buonissima spinta. Purtroppo non so il numero dei giri del motore, ma non credo che fossero molti. E' un motore a spazzole da 24 volt, alimentato a 6 volt, quindi non molto veloce.
    In conclusione, siccome devo prendere una decisione se voglio finire il modello in questa vita, adotterò l'elica da 40 mm, posizionandola in modo che in caso di estrema necessità possa essere sostituita da un'elica da 50 mm, con qualche leggera modifica.

    Per lo spostamento all'indietro sto vagliando il punto esatto dal momento che troppo avanti perde il flusso d'acqua, ma troppo indietro sposta di conseguenza indietro anche il timone , con il rischio di non poterlo più farlo ruotare poiché mancherebbe lo spazio alla barra collegata al servomeccanismo.


    Ora sto affrontando in contemporanea tutti gli ingombri interni, di cui parlerò in un altro post.








    Resto sempre in attesa di indicazioni e consigli di tutti gli altri.


    Ultima modifica di alessandroROMA il Dom Mag 05, 2013 1:34 pm, modificato 1 volta
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    Messaggio Da renzo428 il Dom Mag 05, 2013 9:46 am

    Ciao Alessandro,
    grazie per i complimenti.
    Del Libia il problema maggiore è l'altezza di 80 cm che mi ha generato non pochi problemi per metterlo in bauliera.
    Naturalmente lasciando il portellone posteriore aperto! E avevo una fiesta.
    Vendo al tuo modello, secondo me va bene sia il timone nero che l'elica da 40, dovrai fare delle prove ma non dovresti aver problemi. Il bello del dinamico è che quando lo metti in acqua non sai mai fino in fondo come si comporterà.
    Per la navigazione a vela il timone potrebbe essere piccolo ma su questo ho poca esperienza, ho un solo modello radiocomandato a vela e non lo uso da oltre vent'anni. Sul mio le vele dei due alberi le comandavo indipendentemente scoprendo così che viravo più facilemte agendo sulle vele che non sul timone, ma non sono mai stato molto abile.
    Un'ultima cosa, le prime eliche avevano profili abbastanza primitivi, talvolta semplici pale piatte inclinate. Le eliche che trovi pronte, dal profilo moderno, hanno un'efficienza maggiore.
    Puoi anche fartela l'elica se vuoi, non è affatto difficile. Io ne ho fatte alcune in modo molto semplice:
    Ho preso un tondino d'ottone che ho forato e filettato mentre la parte opposta l'ho tornirla con una lima dopo aver messo il pezzo nel mandrino del trapano.
    Su questa pezzo ho praticato quattro tagli inclinati sui lati per accogliere le pale. Per farli precisi ho montato un goniometro di cartone sul mandrino e un usavo righello inclinato per collimare l'inclinazione.
    Le pale le ho ricavate da lamiera di rame da 6 decimi.
    Ho montato quattro ganci per panni in legno in modo che le pale rimanessero fisse dentro i quattro tagli, ed ho saldato tutto a stagno con il cannello.
    Il risultato di una di queste è quello sotto.
    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 8709004153_8189df9a6b_b

    Un caro saluto, renzo.
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    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 Empty elica

    Messaggio Da alessandroROMA il Dom Mag 05, 2013 7:08 pm

    renzo428 ha scritto:Ciao Alessandro,
    grazie per i complimenti.
    Del Libia il problema maggiore è l'altezza di 80 cm che mi ha generato non pochi problemi per metterlo in bauliera.
    Naturalmente lasciando il portellone posteriore aperto! E avevo una fiesta.
    Vendo al tuo modello, secondo me va bene sia il timone nero che l'elica da 40, dovrai fare delle prove ma non dovresti aver problemi. Il bello del dinamico è che quando lo metti in acqua non sai mai fino in fondo come si comporterà.
    Per la navigazione a vela il timone potrebbe essere piccolo ma su questo ho poca esperienza, ho un solo modello radiocomandato a vela e non lo uso da oltre vent'anni. Sul mio le vele dei due alberi le comandavo indipendentemente scoprendo così che viravo più facilemte agendo sulle vele che non sul timone, ma non sono mai stato molto abile.
    Un'ultima cosa, le prime eliche avevano profili abbastanza primitivi, talvolta semplici pale piatte inclinate. Le eliche che trovi pronte, dal profilo moderno, hanno un'efficienza maggiore.
    Puoi anche fartela l'elica se vuoi, non è affatto difficile. Io ne ho fatte alcune in modo molto semplice:
    Ho preso un tondino d'ottone che ho forato e filettato mentre la parte opposta l'ho tornirla con una lima dopo aver messo il pezzo nel mandrino del trapano.
    Su questa pezzo ho praticato quattro tagli inclinati sui lati per accogliere le pale. Per farli precisi ho montato un goniometro di cartone sul mandrino e un usavo righello inclinato per collimare l'inclinazione.
    Le pale le ho ricavate da lamiera di rame da 6 decimi.
    Ho montato quattro ganci per panni in legno in modo che le pale rimanessero fisse dentro i quattro tagli, ed ho saldato tutto a stagno con il cannello.
    Il risultato di una di queste è quello sotto.
    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 8709004153_8189df9a6b_b

    Un caro saluto, renzo.


    Ottimo lavoro con l'elica.
    Io, purtroppo, devo trovare un compromesso fra il completo "fai da te" e l'acquisto di molti pezzi. Ho visto che diversi modellisti riescono a costruirsi: ringhiere, oblò, bigotte, ancore ecc. ecc. Il mio problema è che non ho attrezzi idonei, né spazio dove usarli o almeno custodirli. E' un grosso cruccio perchè è come fare sempre le nozze con i fichi secchi.

    E' proprio vero quello che dici: ...quando lo metti in acqua non sai mai fino in fondo come si comporterà... solo che per me non è molto bello; il dilemma peggiore è se riesca a tenere il vento di traverso senza rovesciarsi.

    Nel prossimo post proporrò una serie di quesiti che estenderò anche ad un altro forum almeno, spero che mi arrivino utili informazioni.
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    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 Empty tantissimi quesiti, speriamo altrettante o più risposte

    Messaggio Da alessandroROMA il Dom Mag 05, 2013 7:36 pm

    Per il momento ho tralasciato di perfezionare lo scafo, anche perché si tratta di questioni di fino. Infatti, le ordinate potrebbero già essere definite per quanto riguarda il profilo esterno, cioè quello che permette di incollare il fasciame.
    Ho pensato di tagliare le ordinate su multistrato da 4 mm, ognuna di esse avrà in realtà due profili esterni: uno con linea continua e un altro, interno, con linea tratteggiata in modo che quella continua sia quella da seguire per il taglio e quella tratteggiata serva per la rastremazione considerando appunto lo spessore di 4 mm.
    Adesso devo stabilire quale sarà il profilo interno in modo che siano organizzati gli spazi. In particolare le ordinate potranno creare il vano già prefissato per batterie (che dovranno essere facilmente rimosse), il motore elettrico, il regolatore di tensione, il ricevitore del telecomando, il servomeccanismo del timone e almeno un verricello per le vele, oltre alle canaline per predisporre i cablaggi.
    Per il profilo interno delle ordinate ho quindi bisogno di disegnare questi spazi, ma per disegnare questi ultimi devo sapere che cosa mettere, altrimenti le incognite in quest’equazione diventano troppe e non si conclude nulla. Cioè devo sapere le dimensioni di tutti gli oggetti.

    Per far si che in fase di realizzazione non mi trovi di fronte a imprevisti insormontabili, devo conciliare le seguenti necessità: l’imbarcazione deve essere stabile anche con il vento di traverso e quindi, per avere una forte coppia raddrizzante, devo cercare di portare più in basso possibile tutti i pesi, oltre ad appesantire la chiglia; deve avere buona autonomia; deve poter manovrare le vele quindi va lasciato dello spazio per le manovre correnti che passano sotto lo scafo.


    Ecco i componenti che avevo scelto io per l’allestimento interno.

    Avevo pensato di mettere un motore a spazzole indeciso fra questi modelli: Speed 600, speed 480, speed 400, speed 320 0 300 della Graupner.

    Speed 600
    Operating voltage range 3,6...8,4 V
    85 A
    Diameter 35,8 mm
    Free shaft length 8,7 mm
    Case length 57 mm
    All-up weight, approx. 235 g
    Maximum efficiency 69 %
    No-load current drain (A) 2 A
    Charging rate at max. efficiency 12 A
    Permissible motor direction R und L
    No-load speed 18200 U/min
    Nominal voltage 7,2 V
    Shaft diameter 3,17 mm

    Speed 400
    Operating voltage range 3,6...8,4 V
    21 A
    Diameter 27,7 mm
    Free shaft length 13,8 mm
    Case length 37,8 mm
    All-up weight, approx. 73 g
    Maximum efficiency 72 %
    No-load current drain (A) 0,5 A
    Charging rate at max. efficiency 3,3 A
    Permissible motor direction R und L
    No-load speed 16400 U/min
    Nominal voltage 7,2 V
    Shaft diameter 2,3 mm

    Speed 480
    Operating voltage range 7,4...9,6 V
    31 A
    Diameter 29,3 mm
    Free shaft length 14 mm
    Case length 47,3 mm
    All-up weight, approx. 105 g
    Maximum efficiency 82 %
    No-load current drain (A) 1,1 A
    Charging rate at max. efficiency 5 A
    Permissible motor direction R
    No-load speed 17000 U/min
    Nominal voltage 7,2 V
    Shaft diameter 3,17 mm


    Speed 320
    Operating voltage range 6...8,4 V
    12 A
    Diameter 15,5/20,5 mm
    Free shaft length 8 mm
    Case length 32 mm
    All-up weight, approx. 32 g
    Maximum efficiency 57 %
    No-load current drain (A) 0,3 A
    Charging rate at max. efficiency 2 A
    Permissible motor direction R und L
    No-load speed 21000 U/min
    Nominal voltage 7,2 V
    Shaft diameter 2 mm

    Speed 300
    Operating voltage range 6...8,4 V
    8,3 A
    Diameter 24,4 mm
    Free shaft length 12 mm
    Case length 30,8 mm
    All-up weight, approx. 50 g
    Maximum efficiency 67 %
    No-load current drain (A) 0,36 A
    Charging rate at max. efficiency 1,41 A
    Permissible motor direction R und L
    No-load speed 12400 U/min
    Nominal voltage 7,2 V
    Shaft diameter 2 mm

    Gli ultimi quattro mi sembrano ottimali dal punto di vista delle dimensioni (ma anche al 600 gli trovo una buona collocazione) e di assorbimento. A proposito! Una domanda, qual è fra i parametri sopraindicati l’assorbimento elettrico a vuoto, io ho preso in considerazione il “No-load current drain (A)” ma forse mi sbaglio. In tal caso effettivamente lo speed 600 con i suo 2 A, mi fa durare molto meno le batterie.

    Con il modello speed 600 che è il più grande posso comunque collocare il motore in asse con l’elica da 40 mm, senza necessità di inclinarla verso il basso e senza necessità di giunti cardanici. Il motore in basso va bene per la stabilità ma presenta due problemi, indebolisce l’ordinata se capita in corrispondenza di essa e va messo distante dall’elica perché nella parte finale non ha spazio disponibile.
    Volevo sapere se questi modelli sono validi in termini d giri e di potenza per la grandezza dell’imbarcazione.

    Per l’albero di trasmissione penso di realizzarlo da solo come ho già fatto per la prima nave, in modo da non essere vincolato alle dimensioni commerciali. L’unica incognita di questo aspetto è sul giunto, non so se esistano giunti che possono unire alberi di diametro diverso.

    Per le batterie ho optato per due batterie al piombo (precisamente sarebbe meglio dire AGM) da 6 volt, capaci di 4 Ah ognuna, dalle seguenti dimensioni: 70 mm x 50mm x 110 mm. Le posso collegare in parallelo oppure separare l’alimentazione per il comando delle vele da quella per il comando motore e timone.
    Alimentandolo a 6 volt il motore andrebbe più lento rispetto ai giri nominali.
    Queste batterie sono facilmente reperibili, per me è più facile ricaricarle, sono economiche.
    Nel disegno sono rappresentati tre parallelepipedi: quello di colore ciano rappresenta lo spazio disponibile se messe sul lato corto ad una data altezza che non può essere ulteriormente abbassata, quelli di colore verde rappresentano gli spazi disponibili per le batterie posizionate sul lato medio a due differenti altezze, logicamente quella più in basso è più limitata.
    In alternativa posso scegliere di posizionarne una sola.
    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 Prsp_s10
    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 Prospi11


    Il variatore che ho scelto è questo: GRA2880, della Graupner, variatore navale V30R 30 Ah con retromarcia e ha le seguenti dimensioni e caratteristiche:
    Voltaggio operativo 6 ... 12 V
    Celle NiCd, NiMH: 5 – 10
    Celle Pb: 3 – 6
    Massima corrente : 30 Ah
    Max corrente reverse: 20 Ah
    Temperature cut-off: -
    EMF brake
    Reverse mode : Si
    Power-on signal suppression: yes
    Pulse frequency approx. 800 Hz
    BEC: 5 V / peak 5 A
    Dimensioni 69x31x11mm
    Peso 65 g
    Tipo di connettore JST

    A questo punto vorrei sapere se il variatore è compatibile in termini di amperaggio con tutti i motori sopraelencati.

    Il servomeccanismo del timone potrebbe essere fra questi, ma non penso che ci sia bisogno di nulla di particolare.
    SERVO HS430BH 7,4v 5Kg 0,14s
    Caratteristiche :
    Tipo Servo Standard
    Alimentazione 6,0V - 7,4V (2S LiPo)
    Applicazione Aereo Generale
    Coppia a 6,0V 4.1 Kg/cm
    Coppia a 7,4V 5 Kg/cm
    Velocità a 6,0V 0.16 Sec/60 grd
    Velocità a 7,4V 0.15 Sec/60 grd
    Ingranaggi Nylon
    Numero Cuscinetti 1
    Programmabile No
    Tipo Motore Cored
    Dimensioni 40,6x19,8x36,6 mm
    Peso 45 Grammi

    Oppure qualche altro prodotto molto simile. Logicamente dove non c’è particolare necessità opto sempre per i prodotti più economici.


    La scelta del verricello mi risulta molto più difficile, potrebbe essere questo
    Hobbyking S4016D Coreless Digital Titanium Gear Servo, high voltage 6v~7.2v with alloy heatsink casing.
    Specifications:
    Weight: 56g
    Direction: Clockwise/pulse travelling 1000~2000us
    Dimensions: 40.2 x 20.1 x 38.8mm
    Operating Voltage: 6v~7.2v
    Torque: 18.5kg/cm @ 6v, 21.8kg/cm @ 7.2v
    Speed (sec/60 deg): 0.15 @ 6v, 0.13 @ 7.2v
    Motor Type: Coreless
    Middle Case: Aluminium Heat Sink
    Lead/Plug: JR Type
    Dual Ball Bearing
    Titanium Alloy Gear

    Prodotto ID: S4020DX
    ma non so se posizionarne uno solo o magari due. Per ora mi basta che mi diciate quale sia quello idoneo ad una velatura di (randa dell’albero della mezzana: 51867 mm2, controranda della mezzana 16950 mm2; randa della maestra: 35982 mm2, controranda della maestra: 12778 mm2 ; controfiocco: 23982 mm2; fiocco: 19370 mm2, per un totale di 160929 mm2 ,che posso eventualmente ridurre ma non aumentare), poi dovrò studiare dove metterlo e dove far passare i tiranti.
    Devo sapere in quale punto collegarlo al boma e in che punto far entrare il cavo nel ponte, perché in quel punto il ponte non sarà amovibile, devo scegliere le dimensioni e le posizioni dei coperchi da aprire sul ponte (camuffati da ponte stesso) per accedere allo scafo e alle batterie.

    Per il telecomando che ne pensate di questo:
    Turnigy 9x 9Ch Transmitter
    Number of Channnel: 8ch ppm/9ch pcm
    Display: 128*64LCD
    Support Type: Heli/Acro/Glid
    Support user: 8
    Stick model: 4
    Encoder type: ppm/pcm
    Subtrim: Yes
    Simulator Interface: Yes
    Buzzer: Yes
    Low Voltage Show: Yes
    Included: Turnigy 9x 9Ch Transmitter
    Turnigy RF9X-V2 module
    Turnigy 9X8C-V2 8-channel receiver
    Prodotto ID: TX-9X-M1

    Ricapitolando le domande sono:

    L’allestimento con i seguenti prodotti è compatibile:
    motore (uno fra questi: Speed 600, speed 480, speed 400, speed 320 0 300 della Graupner)
    servocomando (modello SERVO HS430BH 7,4v 5Kg 0,14s, o similari abbastanza economici)
    variatore di tensione (regolatore o ESC), modello GRA2880, della Graupner
    verricello per le vele, modello Hobbyking S4016D Coreless Digital Titanium Gear Servo,
    radiocomando: Turnigy 9x 9Ch Transmitter


    Quale di questi motori è meglio per il tipo di modellino in questione: Speed 600, speed 480, speed 400, speed 320 0 300 della Graupner ?

    Per vedere l’assorbimento a vuoto quale delle specifiche va presa in considerazione ? E’ la “No-load current drain (A)”, o mi sbaglio?

    Per capire qual è il motore più potente è indicativo l’amperaggio espresso sulla seconda linea delle specifiche oppure c’è qualche altro parametro da verificare ?

    I giunti possono congiungere alberi di diverso diametro ? Se si, sono giunti particolari molto costosi ?

    Quale verricello mi consigliereste per una superfice velica totale di 160929 mm2 cioè 0,16 m2.

    Su un modello tra gli 80 e i 100 cm quante ordinate ci sono nelle scatole di montaggio?

    Grazie in anticipo per le risposte
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    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 Empty Re: CREAZIONE DI NUOVI SCAFI

    Messaggio Da renzo428 il Dom Mag 05, 2013 8:46 pm

    Ciao Alessandro,
    ti dico la mia: il mio primo modello, il Susanna, viaggiava con il motore di un registratore a cassette.
    Le dimensioni del tuo modello sono tali che il motore lo puoi scegliere tra i più piccoli e meno potenti: non devi farlo correre come un motoscafo e non devi spostare un grosso peso.
    Il tutto va a vantaggio della durata delle batterie.
    Queste evita di metterle in parallelo: differenti tempi di scarica tra una batteria e l'altra, riduce l'autonomia a quella di qualità minore.
    Nelle mie barche ho sempre usato due batterie, una per la radio e l'altra per tutto il resto.
    Il variatore va bene almeno sulla carta mentre sul vericello non so cosa dirti, io li avevo fatti da me perché troppo costosi per uno studente, poi non li ho più usati.
    L'assorbimento a vuoto del motore dovrebbe essere proprio la No-load current drain, ma questi valori si riferiscono al motore fatto girare con l'albero libero. Se lo attacchi all'elica, a causa di attriti e collimazioni non precise, il motore consumerà di più e ruoterà più lentamente rispetto a quello che leggi tra le caratteristiche.
    In linea teorica, conoscendo la coppia opposta al moto dall'elica ad una data velocità di rotazione in acqua, potresti risalire alla potenza del motore necessaria, tuttavia, per la mia esperienza, motori tra 0,5 ed 1 A muovono qualsiasi scafo dislocante al di sotto del metro specie se non si pretende troppo in termini di velocità.
    Quanto alla potenza del motore, non è solo la corrente assorbita che devi controllare ma anche la tensione di alimentazione e l'efficienza del motore secondo la relazione (semplificata) P=A*V*r dove:
    A= corente assorbita
    V= tensione di alimentazione
    r= efficienza del motore
    Per quanto riguarda i giunti, in generale si, possono collegare assi di diametri diversi dato che spesso il motore ha un albero di diametro minore rispetto all'asse dell'elica.
    Per quest'ultimi io ho utilizzato: dei pezzetti di tubo di gomma tra motore e asse, non devono fare curve altrimenti si sfilano, giunti elastici collegati con una molla a spirale e giunti cardanici della graupner tuttavia non ho idea di cosa ci sia adesso in commercio.
    Infine due osservazioni sulle vele, la loro superficie è minima qundi non dovresti aver alcun problema con i verricelli, per lo stesso motivo, il timore che la barca si capovolga lo ridimensionerei: hai disegnato un armamento a goletta e quando la barca comincia a sbandare, diminuisce la forza che agisce sulle vele, al limite con l'albero parallelo all'acqua, questa forza è uguale a zero.
    Quello che mi preoccuperebbe maggiormente è di rendere impermiabili gli accessi all'interno dello scafo per evitare che l'acqua possa penetrare. Viste le limitate sovrastrutture dovrai rendere asportabile parte del ponte, in tal caso considera di poterlo fermare con sei o otto viti per evitare l'ingresso dell'acqua.
    Per la mia esperienza non servono guarnizioni ma solo che le fessure siano molto piccole, la tensione superficiale dell'acqua fa il resto.

    Spero di non averti annoiato.

    un caro saluto, renzo.
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    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 Empty apprezzo le risposte corpose

    Messaggio Da alessandroROMA il Lun Mag 06, 2013 10:57 pm

    renzo428 ha scritto:
    Spero di non averti annoiato.

    Ma scherzi ? Ringrazio te e quelli che finora mi hanno risposto. A me piace leggere, leggo molto, moltissimo, purtroppo solo quello che mi interessa, e se la tua risposta fosse stata ancora più lunga sarei stato ancora più contento. Inoltre ho visto che sei molto preparato e hai risposto su due piedi.
    Anche se non disdegno fase concettuale l’approccio che sto usando con la costruzione di questo modello è preminentemente pragmatico, perciò apprezzo molto le riposte ricche di informazioni. Capisco che a molti partecipanti del forum piace semplicemente conversare e scambiarsi esperienze e che quindi con le mie continue domande potrei sembrare io seccante e dare l’impressione di voler approfittar del forum. In effetti è così approfitto della vostra esperienza e bravura.


    renzo428 ha scritto:
    ti dico la mia: il mio primo modello, il Susanna, viaggiava con il motore di un registratore a cassette.

    Mi fa piacere saperlo, perché sul mio “Francesca” ho messo un grosso motore che mi hanno regalato e ancora oggi non sono sicuro da dove provenga, forse un tergicristalli di un camion visto il voltaggio di 24 volt. Oltre al parallelo col nome di donna, noto con simpatia che non sei legato per forza a quello che è commercialmente stabilito e che non snobbi l’arte di adattare e usare quello che già si ha. Stavolta però non ho niente di buono fra le mani per cui non potendo aspettare di rimediare qualcosa, non si sa quando, e dovendo disegnare qualcosa, devo per forza rivolgere la mia attenzione ad un prodotto che sicuramente potrò comprare a poco prezzo quando passerò alla fase realizzativa.

    renzo428 ha scritto:
    Le dimensioni del tuo modello sono tali che il motore lo puoi scegliere tra i più piccoli e meno potenti: non devi farlo correre come un motoscafo e non devi spostare un grosso peso.
    Il tutto va a vantaggio della durata delle batterie.

    Giusto! nel “Francesca” il problema è che andava troppo veloce, a 12 volt sembrava un motoscafo eppure a pieno carico pesa ben 6,27 kg (comprese tre batterie da 700 gr circa l’una), che per un modello di 80 cm (112 cm fuori tutto) non mi sembra poco. Chissà a 18 o 24 volt che combinava?

    Quindi mi assicuri che posso evitare di mettere lo speed 600 e optare per lo speed 400 ?



    renzo428 ha scritto:
    Queste evita di metterle in parallelo: differenti tempi di scarica tra una batteria e l'altra, riduce l'autonomia a quella di qualità minore.

    Si, conosco il problema che giustamente mi segnali. Nel “Francesca” ho provato varie soluzioni, nei video di youtube il modello va con tre batterie da 6vdc in parallelo, ma ho lasciato la predisposizione di relè, diodi e cablaggi per eventuali aumenti di voltaggio (12 e 18 v non graduali). Avevo pensato, a suo tempo, per evitare questo problema di mettere due diodi. Poi però non c’è stato bisogno perché mi rendevo conto che la scarica era omogenea e l’autonomia tantissima. I diodi peraltro mi avrebbero causato una caduta di tensione che mi avrebbe fatto scendere sotto una soglia molto prossima al minimo per far girare il motore.
    Io credo, ma correggimi se sbaglio perché non sono tanto sicuro di quello che dico, che la differenza di carica delle batterie (differenza che io cerco di limitare o quantomeno di tenere sotto controllo) generi correnti interne quando le batterie sono collegate fra loro in parallelo ma non quando sono collegate ad un carico.

    renzo428 ha scritto:
    Nelle mie barche ho sempre usato due batterie, una per la radio e l'altra per tutto il resto.

    Finora non ho mai lasciato una delle tre batterie dedicate al ricevitore della radio perché l’assorbimento di quest’ultimo rispetto a quello del motore è talmente irrisorio che non volevo dedicarne una appositamente pensando di sprecarla. Ho lasciato fare al BEC.
    Però per il nuovo progetto mettere una batteria più piccola dedicata solo al ricevitore può essere una soluzione da valutare.

    renzo428 ha scritto:
    Il variatore va bene almeno sulla carta mentre sul verricello non so cosa dirti, io li avevo fatti da me perché troppo costosi per uno studente, poi non li ho più usati.

    Per questo variatore ho fatto una ricerca molto approfondita già un anno fa e credo che a questo prezzo, con queste caratteristiche sia uno dei migliori, ma mi rimane il dubbio sulle correnti. Ma non ti voglio scocciare oltre su questo punto chiederò in giro, anche di persona.

    Sai fare le eliche, sai fare addirittura un verricello ? Sei un grande. Per far si che si blocchi hai usato la vite senza fine?


    renzo428 ha scritto:
    L'assorbimento a vuoto del motore dovrebbe essere proprio la No-load current drain, ma questi valori si riferiscono al motore fatto girare con l'albero libero. Se lo attacchi all'elica, a causa di attriti e collimazioni non precise, il motore consumerà di più e ruoterà più lentamente rispetto a quello che leggi tra le caratteristiche.
    In linea teorica, conoscendo la coppia opposta al moto dall'elica ad una data velocità di rotazione in acqua, potresti risalire alla potenza del motore necessaria, tuttavia, per la mia esperienza, motori tra 0,5 ed 1 A muovono qualsiasi scafo dislocante al di sotto del metro specie se non si pretende troppo in termini di velocità.
    Quanto alla potenza del motore, non è solo la corrente assorbita che devi controllare ma anche la tensione di alimentazione e l'efficienza del motore secondo la relazione (semplificata) P=A*V*r dove:
    A= corente assorbita
    V= tensione di alimentazione
    r= efficienza del motore

    Grazie per le informazioni, queste mi servivano proprio, soprattutto per le considerazioni pratiche che hai fatto. Io sapevo solo che con gli attriti il motore mi assorbe molta più corrente.

    Nella formula che hai citato chiariscimi A per favore: è la corrente del secondo rigo delle specifiche che ho riportato oppure è una corrente effettiva che mi devo misurare io?

    Scusa un ulteriore chiarimento: se vado sul sicuro con motori tra 0,5 e 1 A (No-load current drain) allora va bene lo speed 600, il 400 ci rientra pelo pelo e quelli inferiori che ho menzionato sono da scartare?

    renzo428 ha scritto:
    Per quanto riguarda i giunti, in generale si, possono collegare assi di diametri diversi dato che spesso il motore ha un albero di diametro minore rispetto all'asse dell'elica.

    Bene, molto bene.

    renzo428 ha scritto:
    Per quest'ultimi io ho utilizzato: dei pezzetti di tubo di gomma tra motore e asse, non devono fare curve altrimenti si sfilano, giunti elastici collegati con una molla a spirale e giunti cardanici della graupner tuttavia non ho idea di cosa ci sia adesso in commercio.

    Il motore della “Francesca” ha un pignone all’estremità dell’albero perciò ho avuto vita facile a collegarlo all’albero di ottone dell’elica. Dopo aver provato alte soluzioni inutili, ho bucato l’albero di ottone e gli ho fatto passare un pezzetto di tondino di ferro, in modo che sporgesse su due punti. A questo punto ho avvicinato e messo in asse i due alberi, e li ho connessi con nastro adesivo che si aggrappa benissimo da un lato sui denti del pignone e dall’altro sulle sporgenze dell’albero. La prima, cervellotica, rumorosa e dispendiosa soluzione che avevo trovato, prevedeva una scatola di ingranaggi (realizzata e funzionante sigh!) ma te la risparmio.

    renzo428 ha scritto:
    Infine due osservazioni sulle vele, la loro superficie è minima quindi non dovresti aver alcun problema con i verricelli, per lo stesso motivo, il timore che la barca si capovolga lo ridimensionerei: hai disegnato un armamento a goletta e quando la barca comincia a sbandare, diminuisce la forza che agisce sulle vele, al limite con l'albero parallelo all'acqua, questa forza è uguale a zero.

    Non sai quanto mi fanno piacere queste parole, anche perché avevo disegnato già la seconda soluzione di velatura, riducendola.
    Però prima di farmi illusioni, voglio essere sicuro di una cosa: sai che non intendo assolutamente servirmi di pinne sotto lo scafo amovibili o meno con o senza bulbo?
    Non le voglio usare perché snaturerebbero tutto il modello, sono antiestetiche, mi sembrerebbe di barare e poi non potrei immergerla in acque basse.
    Con la “Francesca” sono riuscito a farla andare senza pinne sotto lo scafo ma è un modello molto più “profondo” ben 17,5 cm dalla chiglia al ponte contro i 12/13 cm di questa nuova.


    renzo428 ha scritto:
    Quello che mi preoccuperebbe maggiormente è di rendere impermiabili gli accessi all'interno dello scafo per evitare che l'acqua possa penetrare. Viste le limitate sovrastrutture dovrai rendere asportabile parte del ponte, in tal caso considera di poterlo fermare con sei o otto viti per evitare l'ingresso dell'acqua.
    Per la mia esperienza non servono guarnizioni ma solo che le fessure siano molto piccole, la tensione superficiale dell'acqua fa il resto.

    Su questo punto non mi trovi tanto d’accordo.
    Quello che non voglio rifare è un sistema come quello adottato per il “Francesca”. Li il ponte è unico ed è tutto completamente sollevabile in due pezzi, fissati con 8 viti parker (6+2).
    L’unico vantaggio e che ho accesso integrale e tutto lo scafo però gli svantaggi sono tre:
    ci metto circa un’oretta a predisporlo perché devo rilegare molte manovre correnti.
    Per come ho disposto variatore e ricevitore (male), una volta chiusi i due pezzi del ponte i cavi (molto spessi, sono fissato, ma mi hanno salvato due volte) se ne vanno dove vogliono e mi sbilanciano, anche se di poco, il modello.
    Se t’interessa puoi vedere e leggere tutto su youtube.
    L’acqua può entrare

    Non bastano le viti per non far entrare l’acqua, tant’è vero che ho dovuto fare una guarnizione. Chiaramente non sono gli schizzi a rappresentare un problema, ma se parte dello scafo va sotto il pelo dell’acqua, il liquido entra.
    A dire la verità le prime volte non m’era mai capitato però un giorno a villa Ada, ho voluto fare delle riprese da bordo e, non avendo di meglio, ho messo una macchina fotografica, certamente troppo grande e non adatta allo scopo. Inoltre, siccome non c’era spazio ho dovuto metterla di lato, per cui il modello, già fortemente sbandato di suo, quando prendeva il vento di traverso andava giù e imbarcava acqua. Me ne sono accorto solo alla fine quando dallo scafo ho fatto uscire almeno un litro di H2O (puoi vedere i filmati su youtube, solo che nel montaggio ho tolto le parti relative alla salita dell’acqua su ponte, considerandole poco lusinghiere)

    Comunque sto andando avanti e, se sei disponibile, ti vorrei sottoporre alcune soluzioni che sto pensando per l’apertura dei ponti, il passaggio delle manovre correnti vere (modellismo dinamico) e gli incassi per tutto l’allestimento. Al riguardo la miglior cosa è allegarti i disegni.

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    Messaggio Da Walkyrja il Mar Mag 07, 2013 9:03 am

    Miiiii quanto scrivete in questo thread ragazzi! Laughing

    Abbiate pietà per i moderatori che si devono leggere tutto. pale

    Anche se ammetto che è tutto molto istruttivo.


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    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 Empty Re: CREAZIONE DI NUOVI SCAFI

    Messaggio Da IGianni Giordano il Mar Mag 07, 2013 9:34 am

    Giulia hai perfettamente ragione.
    Stavo testando il computer e sono capitato su questo intervento. Ho pensato di avere qualche grosso guasto perché in messaggio lo facevo scorrere e non finiva mai. Consiglierei a questi espertissimi amici di essere più concisi oppure di scambiarsi delle normali e-mail.
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    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 Empty si prosegue

    Messaggio Da alessandroROMA il Ven Mag 10, 2013 1:49 pm

    In assenza di ulteriori informazioni, vado avanti considerando l'allestimento che avevo indicato, lasciando un bel po' di tolleranza e creando delle predisposizioni per successivi adattamenti.
    Certo così è più complicato, ma almeno si prosegue.
    Comunque qualsiasi informazione, consiglio, parere o dato tecnico è sempre ben accetto e gradito.
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    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 Empty ritaglio

    Messaggio Da alessandroROMA il Dom Mag 12, 2013 6:37 pm

    buonasera a tutti
    per effettuare il profilo di chiglia e ordinate da ritaglio, mi sono reso conto che mi conveniva stabilire almeno in linea generale dove posizionare griselle, scialuppe e aperture varie ecc. così sono andato un po' avanti in tal senso. Ho modificato l'alberatura, anche se mi sembra ancora "pericolosa".
    Ora scelgo numero e posizione delle ordinate, vado a occhio.

    Ecco alcune immagini:
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    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 Empty la prima ordinata

    Messaggio Da alessandroROMA il Mar Mag 14, 2013 8:31 pm

    Buonasera a tutti.
    Dopo aver ricontrollato e corretto errori per tre volte, ecco la prima ordinata ritagliabile.
    Non sto usando una numerazione ortodossa (eppure in questo forum avevo letto una bella spiegazione/guida in merito, devo rintracciarla) ma l'importate è che alla fine trovi la corrispondenza con gli incastri sulla chiglia.

    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 Primao10


    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 Primao11


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    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 Empty Re: CREAZIONE DI NUOVI SCAFI

    Messaggio Da ErPiotta71 il Mer Mag 15, 2013 7:27 am

    Mi piace molto quello che stai facendo!
    Bravo, sta venendo un capolavoro.

    Rhinoceros è difficile da usare per fare ciò che hai fatto finora?
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    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 Empty rhinoceros

    Messaggio Da alessandroROMA il Mer Mag 15, 2013 7:43 pm

    ErPiotta71 ha scritto:Mi piace molto quello che stai facendo!
    Bravo, sta venendo un capolavoro.

    Rhinoceros è difficile da usare per fare ciò che hai fatto finora?

    Ciao ErPiotta grazie per i complimenti, cercherò di essere sintetico ma non garantisco il risultato, non è il mio forte.

    Rhinoceros non richiede particolari conoscenze o doti, ma molta pazienza e tempo, perché i comandi sono molti e non tutti intuitivi.
    Quando feci le prime domande in merito a Rhino su questo forum conoscevo pochissimi comandi, quelli più banali, e non concludevo molto. Sebbene sia lontano dalla padronanza totale del software, oggi ne conosco molti di più e quindi mi sembra molto più facile.
    Però non bisogna equivocare, anche conoscendo perfettamente il Rhinoceros non è detto che si riesca a disegnare uno scafo. Il problema principale è la carena.

    Finora, da quel che ho visto sui siti di disegno 3d, nessuno è mai riuscito a rispondere alle domande che alcuni utenti proponevano. Mi ricordo che uno in particolare è stato liquidato brevemente e gli hanno risposto che quello era un sito di disegno 3d e non di nautica, così ho evitato di proporre li i miei quesiti per non perdere tempo.

    Il Rhinoceros applicato agli scafi è un po’ come saper guidare l’auto e conoscere la strada. Saper guidare l’auto ci aiuta ed è sicuramente un metodo più veloce che andare a piedi o in bicicletta ma non risolve l’altro problema: quello di conoscere il percorso.

    Da quel che ho appurato finora, ma resto sempre nella speranza di essere smentito, non esiste un metodo per disegnare gli scafi che prescinda da successive approssimazioni, se non quello visto in alcuni tutorial, ma di questo ho già parlato abbondantemente in questo topic, perciò evito di annoiarti e di appesantire ulteriormente il post.

    Posso aggiungere che:
    secondo me, Rhinoceros è ottimo per il disegno 3d ma non ho termini di confronto se non con autocad.
    Lo definirei facile ma molto impegnativo.
    Alcuni comandi risolvono molte situazioni e semplificano la vita del disegnatore.
    Un disegno sul computer è modificabile quanto si vuole e le varianti non precludono l’esistenza di un originale, perché si posso effettuare salvataggi differenziati come in tutte le applicazioni di Windows.

    Quello che può spaventare è la selva di linee e superfici che si vengono a creare a progetto inoltrato e che rendono la comprensione e la creazione di ulteriori linee impossibile. Ciò è superabile con i livelli che si possono accendere o spegnere. Ad esempio: se il disegno della chiglia lo eseguo sul livello che posso nominare come voglio, potrei spegnere gli altri (non li cancello ma non li vedo sul disegno) e avere una situazione nitida e semplificata. Se ci fai caso a destra del disegno c’è un elenco di nomi, quelli sono tutti i livelli che ho creato io man mano.

    A chi risulta ostico questo tipo di programmi, consiglierei di seguire i tutorial su youtube.

    Fra gli utenti di questo forum, credo che il più avanzato nel disegno 3d sia Mario Tibollo.
    Scusa se mi sono dilungato-
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    Messaggio Da ErPiotta71 il Gio Mag 16, 2013 6:54 am

    Hai spiegato perfettamente!
    Io so usare un pò Autocad, e anche questo non è difficile da usare, basta conoscere un pò di comandi per creare disegni.
    Però fra AutoCAD e Rhinoceros mi sembra che il secondo è più adatto per disegni 3D.
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    Messaggio Da Mario Tibollo il Gio Mag 16, 2013 8:08 am

    Ciao Alessandro,
    troppo buono per avermi citato, con Rhino sono un apprendista orecchiante e vado a spanne....è un programma magnifico, ma bisogna imparare molti comandi. Ho preso un libro consigliatomi da Ammutinato e lo studierò in vacanza....
    Dopo le cubie de La Belle che ho pubblicato, mi sono arenato con l'arcaccia, ho disegnato il dritto di poppa, i tre gaisoni e mi sono fermato alle alette perché hanno tre curve: vista fontale, da sopra e laterale,tutte diverse, per il momento non sono in grado di andare avanti.
    Preferisco fermarmi e riprendere dopo un po' sperando che mi venga qualche idea o che impari qualche altro comando...
    Ciao,
    Mario


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    Messaggio Da alessandroROMA il Gio Mag 16, 2013 5:13 pm

    ErPiotta71 ha scritto:Hai spiegato perfettamente!
    Io so usare un pò Autocad, e anche questo non è difficile da usare, basta conoscere un pò di comandi per creare disegni.
    Però fra AutoCAD e Rhinoceros mi sembra che il secondo è più adatto per disegni 3D.

    hai ragione, ho avuto la stessa impressione, AutoCAD è un signor programma ma forse per il 3d è meglio Rhino.

    I tutorial di youtube ai quali mi riferivo sono di Fabrizio Cimò, che risponde anche ai quesiti diretti. Te li ho indicati perché se li guardi ti puoi rendere conto già se il programma ti aggrada, se ti convince o meno.

    Ci sono anche programmi 3d gratuiti ma non credo che abbiano le stesse potenzialità.
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    Messaggio Da alessandroROMA il Gio Mag 16, 2013 5:19 pm

    Mario Tibollo ha scritto:Ciao Alessandro,
    troppo buono per avermi citato, con Rhino sono un apprendista orecchiante e vado a spanne....è un programma magnifico, ma bisogna imparare molti comandi. Ho preso un libro consigliatomi da Ammutinato e lo studierò in vacanza....
    Dopo le cubie de La Belle che ho pubblicato, mi sono arenato con l'arcaccia, ho disegnato il dritto di poppa, i tre gaisoni e mi sono fermato alle alette perché hanno tre curve: vista fontale, da sopra e laterale,tutte diverse, per il momento non sono in grado di andare avanti.
    Preferisco fermarmi e riprendere dopo un po' sperando che mi venga qualche idea o che impari qualche altro comando...
    Ciao,
    Mario

    fai bene; le pause sono salutari. Dopo una pausa si riparte con più entusiasmo.
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    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 Empty ancora ordinate, ma spero per poco

    Messaggio Da alessandroROMA il Ven Giu 21, 2013 7:25 pm

    Buonasera a tutti, il lavoro è arrivato alla ventinovesima ordinata.
    Ecco alcune immagini:

    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 29_ord11


    Spoiler:
    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 29_ord16
    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 29_sin10
    costruzione - CREAZIONE DI NUOVI SCAFI - Pagina 3 Chigli11
     

    Mancano poche ordinate e poi passerò alle fasi successive:
    1. Chiglia, che purtroppo non potrà essere in due soli pezzi a causa delle ridotte dimensione dei piani di ritaglio  

    2. Superfici ponti, fissi e mobili (quelle mobili costituiscono i coperchi per l’accesso alle parti interne elettriche e meccaniche) 

    3. Profili sezione del timone 

    4. Ordinate e chiglia delle scialuppe di salvataggio 

    5. Sovrastrutture e sezioni fumaiolo

     

     

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