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    Accadde... domani

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    Accadde... domani - Pagina 2 Empty Re: Accadde... domani

    Messaggio Da Arcangelo Mar 21 Feb 2012, 08:11

    Uau! Shocked

    Grande Paolo Accadde... domani - Pagina 2 1797121881

    Grazie
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    Accadde... domani - Pagina 2 Empty Re: Accadde... domani

    Messaggio Da Arcangelo Mar 21 Feb 2012, 08:20

    Accadde domani… 22 febbraio 1931: scende a mare la nave più bella del mondo

    Quando nel 1925 si decise di radiare l’incrociatore Flavio Gioia e trasformarlo da nave scuola in asilo infantile per gli orfani dei marinai, il Ministro della Marina dovette già avere un’idea per la nuova nave.

    L’Arsenale di Castellammare di Stabia custodiva ancora antichi progetti, che lo stesso Cavour non aveva voluto fossero distrutti: egli doveva essere un grande estimatore della marina delle Due Sicilie, se contrariamente a quanto accadde per l’esercito, che perpetuò le tradizioni sarde coi classici Granatieri, Bersaglieri, Carabinieri, Alpini, Artiglieri, Corazzieri, Cavalieri, Lancieri ecc., per sua precisa volontà la Marina ebbe le uniformi, i gradi e i regolamenti della “Armata di Mare”.

    Sessant’anni dopo il Ministro, Grande Ammiraglio e Primo Duca del Mare Paolo Thaon di Revel, tornò agli archivi di quell’arsenale che aveva prodotto i grandi vascelli, scelse il Monarca, pirofregata da 3.800 t. varata nel 1860 e da quei piani costruttivi a firma dell’ingegnere napoletano Sabatelli, volle che nascesse il magnifico veliero che è l’Amerigo Vespucci. Il 22 febbraio del 1931, dagli arsenali di Castellammare di Stabia il vascello scese per la prima volta in mare e poi fu a Genova, il 15 ottobre, dove ricevette la bandiera di combattimento nelle mani del suo primo comandante, Augusto Radicati di Marmorito.

    E il fratello maggiore, già varato due anni prima, Cristoforo Colombo? Al termine della II GM, come si sa, i vincitori assegnarono quel fantastico veliero, ma non solo, all’URSS, e quello, giunto a Odessa, fu immediatamente… ma ne parleremo se volete tra qualche giorno.

    Gemelli o fratelli i velieri si differenziavano di poco e specie nel bompresso, più orizzontale nel Colombo e poi: attacco delle sartie, a filo di murata nel Vespucci, esterno con parasartie sull’impavesata nel Colombo; imbarcazioni maggiori a centro nave, assenti sul Colombo; occhi di cubia, due per ciascun mascone sul Colombo, uno sul Vespucci; eliche, due per il Colombo, una per il Vespucci. Li univa l’imponente velatura in tela di olona e la colorazione bianca e nera dello scafo, a memoria delle linee di cannoni tipica dei vascelli di fine ‘700.

    “Per la Patria e per il Re” (1930), “Saldi nella furia dei venti e degli eventi” (1946), “Non chi comincia ma quel che persevera” (1978) i motti del Vespucci, non ho trovato quello del Colombo.

    Per chi vuole sapere di più su “Le vele e gli alberi della nave più bella del mondo” e altro : http://www.mondovespucci.com/ITAL/PAGINE/velealbe.html
    Accadde... domani - Pagina 2 Incroc10 Accadde... domani - Pagina 2 1893-110
    Accadde... domani - Pagina 2 Vespuc10
    L’incrociatore Flavio Gioia; bandiera di bompresso (jack) della Regia Marina; i velieri nel porto di La Spezia, nel 1935 (la bandiera che sembra issata sull’albero di mezzana del Colombo, a ds., è la bandiera di bompresso del Vespucci). Ciao a tutti
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    Accadde... domani - Pagina 2 Empty Re: Accadde... domani

    Messaggio Da ricigliano salvatore Mar 21 Feb 2012, 20:04

    Ciao Arcangelo, bello questo cenno storico sul Amerigo Vespucci!
    Non smetti mai di stupirci!
    Ciao sal.
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    Messaggio Da Arcangelo Mar 21 Feb 2012, 21:05

    Grazie Salvatore,

    il fatto di sapere che leggete queste storie per me e credo per voi emozionanti, mi rende ancora più piacevole questo impegno che mi sono auto-assunto (e della opportunità ringrazio il Forum).

    Però profitto del tuo intervento graditissimo, e mi scuserete tutti, per confessare un mia predilezione che è motivo di un pizzico di orgoglio meridionale, che sento quando si parla della "Armata Navale" del Regno delle Due Sicilie.

    Ma non temete, sono Italiano, anche se poi navigo sotto ogni bandiera, perché sono mozzo sulle navi dei coraggiosi.

    Ciao Salvatore, Accadde... domani - Pagina 2 87751 , ciao a tutti!
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    Messaggio Da Arcangelo Mar 21 Feb 2012, 21:13

    Ehi ehi ehi, non faccio in tempo a dire che sono mozzo, e scopro di essere Sottotenete di Vascello!

    Uau, che orgoglio, stanotte a mezzanotte farò sparare una bordata a salve, poi festeggerò con Calipso e brinderò alla vostra salute..

    Triplo Urrah per i ModellistiNavali.com! Accadde... domani - Pagina 2 169917
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    Messaggio Da giampieroricci Mar 21 Feb 2012, 21:38

    A proposito della Colombo, mio padre che in gioventù lavorava presso l'Arsenale di Taranto, fu uno degli addetti al disarmo prima che fosse consegnato, praticamente spoglio, all'URSS.
    Risuscì a portare a casa alcune parti di legno, un legname "strano" e molto profumato con il quale realizzai l'alberatura di un mio veliero....


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    Messaggio Da Arcangelo Mar 21 Feb 2012, 22:26

    Giampiero, ciò che dici è strabiliante, spero veramante che tu abbia ancora quel legno, che sarebbe un incredibile cimelio, anche nel modello che realizzasti.

    Su quello strano profumo, per realizzare lo scafo di un vascello occorrevano tra gli altri legni, non meno di 2000 querce (di Calabria) che danno un legno non profumato. Però (la sparo grossa eh!) il profumo poteva essere il residuo di un calafataggio, una pece che si faceva con una resina vegetale tratta da alcune Pinacee, la "colofonia", che ha un lieve odore di trementina.

    Hai ancora con te quel modello?

    Ciao
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    Messaggio Da giampieroricci Mar 21 Feb 2012, 22:45

    Purtroppo no, e non sai quanto lo rimpiango! Ma ero un ragazzo, avevo vent'anni e non immaginavo quanto mi sarebbe dispiaciuto venderlo...! Era un legno molto venato tipo douglass, per intenderci, ma quelle venature più scure, ancora lo ricordo, erano piuttosto oleose e carteggiandolo, lasciava quel profumo che mi è rimasto in mente.....
    Per la cronaca, poi quel modello l'ho rifatto ed adesso fa bella mostra di sè sul mio tavolo del soggiorno, ma, anche se tecnicamente migliore, non è lo stesso!

    Accadde... domani - Pagina 2 Prince10


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    Messaggio Da Arcangelo Mar 21 Feb 2012, 23:07

    Giampiero, forse era cedro? una pinacea dal legno aromatico, impregnato di una resina profumata, che si è usato già dal tempo dei Fenici nella costruzione di navi, ma non so se per il Colombo o il Vespucci fu utilizzato (non riesco a postare due foto delle venature del cedro, ma puoi vedere su google)

    Complimenti per la nave, è meravigliosa, ciao
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    Messaggio Da Eta_Beta Mar 21 Feb 2012, 23:32

    Congratulazioni per la promozione Wink



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    Messaggio Da Arcangelo Mer 22 Feb 2012, 08:24

    Buongiorno a tutti, grazie EtaBeta, ciao Gampiero,

    scusatemi, sarebbe interessante sapere quali altri legni si usarono per il Colombo e il Vespucci, questo è il cedro:
    Accadde... domani - Pagina 2 Cedro12 Accadde... domani - Pagina 2 Cedro210
    E' quello, Giampiero?

    Ciao a tutti
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    Messaggio Da Arcangelo Mer 22 Feb 2012, 10:51

    Accadde domani… 23 febbraio 1941: parte il Diaz per l’ultima missione

    Il 23 febbraio 1941 salpava da Napoli con destinazione Tripoli in Libia, un convoglio per il trasporto di uomini e mezzi. Era scortato da 4 navi da guerra: due incrociatori, Giovanni Dalle Bande Nere e Armando Diaz, e due caccia, Ascari e Corazziere. I gemelli Bande Nere e Diaz erano stati progettati in realtà come esploratori, ma alla entrata in servizio nel 1933 furono classificati come incrociatori leggeri classe “Condottieri”, detta anche “5000t” in relazione al dislocamento a vuoto.

    Per quanto bene armati, i due incrociatori avevano una insufficiente protezione, appena 24 mm. alla cintura e quel che è peggio, la carena era pressoché nuda. Fu per questo, forse, che tutte le navi affondate di quella classe, 4 su 6, erano già state colate a picco da siluri nemici? Fatto sta che il 25 febbraio il convoglio attraversava il canale di Sicilia, quando al largo di Lampedusa, alle ore 3:43, il sommergibile britannico HMS Upright lanciò due siluri e in soli sei minuti, il Diaz affondò di prora. Di qui alcuni problemi della nostra Marina nell’ultima guerra:

    1.Si era optato per navi sottili e poco appesantite da corazzature a favore di una maggiore velocità e manovrabilità, ma queste prerogative non furono sempre sfruttate e si trasformarono in svantaggi (eppure dopo la caduta della Francia la R.M. aveva la più potente flotta nel Mediterraneo);

    2.La flotta non aveva adeguata protezione aerea non solo perché non aveva una propria aviazione da alzare in volo (da portaerei), ma soprattutto perché Marina e Aeronautica non sempre agivano di concerto e l’Aeronautica boicottava i progetti di aviazione navale;

    3.Supermarina, il comando centralizzato creato nel 1940, gestiva da Roma le operazioni della flotta in mare e i comandanti dovevano attenersi strettamente alle istruzioni impartite via radio; fu una soluzione avveniristica, una prima mondiale che precorse i tempi, ma non tutti gli Ammiragli accettarono una libertà di iniziativa limitata a poche operazioni tattiche e nelle polemiche il sistema non ebbe grande efficacia;

    4.Supermarina vietò tassativamente l’ingaggio con forze superiori e questo fu motivo di altre polemiche, anche perché, io penso, la tenacia degli equipaggi e le caratteristiche di velocità e manovriere delle nostre navi forse avrebbe permesso maggiori azzardi (risultati clamorosi venivano ottenuti proprio da unità piccole ma… aggressive).

    Mah!

    Accadde... domani - Pagina 2 Cl-con11
    La linea filante del Diaz (vel. max. 36,5 nodi!), munita di due aerei con catapulta a centro nave. Il motto: “Con fede incrollabile e tenace valore”

    Per sapere di più su Supermarina cliccare su: http://digilander.libero.it/casellidomenico/supermarina.htm
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    Messaggio Da Arcangelo Ven 24 Feb 2012, 08:37

    Accadde domani 25 febbraio1793: battaglia della Maddalena

    La squadra di 22 navi partita da Bonifacio per La Maddalena al comando dei Luogotenenti Quenza e Buonaparte, con truppe da sbarco, era formata dalla fregata Fauvette, ammiraglia, e poi da un brigantino, tre feluconi da guerra, una galeotta, due polacche, tre tartane e legni minori.

    La attendevano gli isolani: sulla torre di Santo Stefano 25 uomini con tre cannoni e sull’altra sponda del canale gli artiglieri con le batterie S.Andrea e Cavaliere, un reparto svizzero e 200 miliziani Galluresi, in tutto 500 uomini. E una piccola la flotta: due mezze galere, Beata Margherita e Santa Barbara, e 4 galeotte.

    I Francesi furono accolti a cannonate, tanto che l’Ammiraglia stessa, fatta oggetto di fuoco dalle mezze galere, dovette ripararsi dietro un promontorio. Ma nel pomeriggio Buonaparte e i suoi sbarcarono sull’isolotto di Santo Stefano, vi piazzarono un mortaio d’assalto e vari cannoni e durante la notte bombardarono l’abitato, le difese e le navi sarde. Partì allora Domenico Millelire, 32 anni, nocchiere della Regia Marina Sarda.

    Il marinaio salpò a bordo del suo lancione col cannone più grande della batteria Balbiano, un pezzo da 15, e lo trasferì a Punta Tegge. Di là prese a cannoneggiare con palle infuocate le navi nemiche e colpì quattro volte solo la fregata, con gravi danni e feriti, tanto che alle due del pomeriggio del giorno 24, la flotta abbandonò la posizione.

    Restava occupata Santo Stefano e i francesi coi pezzi d’artiglieria del Buonaparte tenevano sempre sotto assedio l’abitato e le difese. I viveri e le munizioni scarseggiavano e allora il Nocchiere fu temerario: ottenne a sera altri due cannoni e li imbarcò sul lancione insieme al pezzo da 15. E in piena notte, scortato dalla galeotta Sultana di Tommaso Zonza, approdò sul versante opposto del canale. Là, aiutato da pastori, piazzò i cannoni e diede fuoco alle micce con tanta veemenza che di nuovo la flotta francese dovette ritirarsi sulle coste di Caprera.

    Ma l’aspettavano da terra un distaccamento di marinai già appostati e dal mare quelli della Sultana di Tommaso Zonza. Erano solo in 65, ma ancora misero in fuga le navi francesi. E Domenico Millelire?

    Ecco, all’alba del 25 febbraio 1793 la squadra navale francese fu di nuovo incredibilmente bersagliata dai cannoni del Nocchiere, che durante la notte, mentre il compatriota Zonza attaccava, s’era spostato sulla Punta di Capo d’Orso creandosi una magnifica postazione di tiro. E poi, mentre la flotta con gravissimi danni si ritirava definitivamente, il testardo Millelire sul lancione armato col pezzo da 15 e ancora sparando alla rinfusa sul convoglio in fuga, tornò a Santo Stefano dove coi suoi e gli isolani sbaragliò pure i francesi di terra e ancora li inseguì per mare senza dargli tregua durante la fuga ingloriosa.

    Accadde... domani - Pagina 2 600px-11 Accadde... domani - Pagina 2 Regnos11 Accadde... domani - Pagina 2 Millel11
    Bandiera del Regno di Sardegna dal 1718 al 1799 e Insegna della Real Marina Sarda dal 1783 al 1802; Domenico Millelire, nocchiere, medaglia d'oro al v.m. “per aver ripreso al nemico l'Isola di Santo Stefano e per la valorosa difesa dell'isola di la Maddalena contro gli attacchi della squadra navale della Repubblica francese”, medaglia d'argento al v.m., Croce di Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia, promosso a Sottotenente di Vascello, poi a Capitano delle Regie Truppe e nel 1815 a Com.te Centrale del Porto e Com.te della Piazza Marina di La Maddalena. Il giorno 20 settembre 1928 ebbe luogo in forma solenne, nelle acque dell'isola della Maddalena, la consegna della bandiera di combattimento al nuovo regio sommergibile Domenico Millelire-classe Balilla.
    Per sapere tutto sulla battaglia: http://www.storiainrete.com/826/napoleone-c/assalto-alla-maddalena/ Ciao!
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    Messaggio Da Arcangelo Gio 01 Mar 2012, 09:09

    Accadde domani… 2 marzo 1949: la nave Cristoforo Colombo entra nel porto di Odessa.

    Vae victis, guai ai vinti! Cinque delle nostre navi da guerra facenti parte del 2° gruppo di quelle che col trattato di pace di Parigi del 1947 erano state assegnate all’URSS come riparazione dei danni di guerra, giunsero nel porto di Odessa, sul Mar Nero.

    Era il 2 marzo 1949. E le navi erano: l’incrociatore leggero Duca d’Aosta, le torpediniere da scorta Ardimentoso, Animoso e Fortunale, il vascello Cristoforo Colombo.

    Il Duca d’Aosta, varato nel 1934, aveva svolto 24 missioni di guerra per un totale di 31330 miglia, partecipando alle battaglie di Punta Stilo (9 luglio 1940) primo scontro tra Regia Marina e Royal Navy; della Sirte (17 dicembre 1941) insieme ai caccia Camicia Nera, Ascari e Aviere, alla nave da battaglia Caio Duilio e alle unità della VII Divisione Incrociatori; e a quella di mezzo giugno (1942) insieme al Garibaldi.

    Non meno legate alla storia erano le torpediniere, con la lunga serie di missioni di guerra e di scorta. E poi c’era il Colombo, motto: “Navigare e osare”, che insieme al gemello Vespucci era stato il vanto della nostra Marina, ammirato e invidiato nelle sue crociere in tutto il mondo. La cessione del veliero in particolare, creò sdegno popolare e molte furono le manifestazioni di dissenso, con tumulti e scontri con la polizia. Gli irriducibili, mossi anche dal fatto che nelle galere dell’URSS giacevano ancora prigionieri italiani, progettarono di affondarlo pur di non renderlo ai sovietici: col Vespucci, era stato il mito dei marinai d’Italia.

    Furono reduci della X Flottiglia MAS a ideare il piano, ma vennero scoperti e arrestati: a Taranto, dove il veliero era ancorato per lavori di manutenzione prima della cessione, lo studente Clemente Graziani e il motorista Biagio Bertucci; a Roma, mentre salivano su un treno per Taranto col tritolo nelle valigie, cinque ex marò della X, Paolo Andriani, Sergio Baldassini, Fabio Galiani, Fabrizio Galliani e Alberto Tagliaferro; a Lecce il reduce Vladimiro Villani; e altri ancora a Taranto, pronti ad affondare la Giulio Cesare, nave corazzata facente parte del 1° gruppo delle navi assegnate all’URSS.

    Per questo, nella base navale di Taranto la sorveglianza intorno al veliero e alle altre navi era spasmodica, con ronde sulle banchine e nel porto e immersioni di palombari ogni 30 minuti per verificare la presenza di cariche esplosive sulla carena.

    Poi quel 2 di marzo, la seconda nave più bella del mondo, che a suo tempo era stata impostata col nome di “Patria”, attraccò a una banchina del porto di Odessa e col nuovo nome di Dunaj, Danubio, passò sotto il comando del Capitano di Corvetta Nikolaj Korzun. Lo scafo bianco e nero, memoria degli antichi velieri di fine ‘700, fu subito dipinto di grigio. E poi, dopo una anonima carriera, il veliero fu disalberato e adibito a trasporto legnami finché nel 1963 andò finalmente a fuoco con tutto il suo carico.

    Secondo alcune voci poi, tra i due velieri, prima della cessione, era il Colombo a trovarsi nelle migliori condizioni, per cui, scambiati i nomi, sarebbe stato mandato a Odessa il Vespucci al posto del Colombo. Beh, anche questa storia, se vera, sarebbe una gran soddisfazione. Ciao a tutti

    http://www.congedativespucci.it/datitecnici/colombo/storia.html

    Accadde... domani - Pagina 2 Ducad_10
    L’incrociatore leggero Emanuele Filiberto Duca d’Aosta, 10.500 t. Il suo motto: “Victoria nobis vita”, La Vittoria per noi è la vita.
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    Messaggio Da Eta_Beta Gio 01 Mar 2012, 14:07

    Grazie Arcangelo, mi mancava il tuo appuntamento.

    Paolo


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    Messaggio Da Arcangelo Ven 02 Mar 2012, 09:35

    Buongiorno a tutti i naviganti,

    spero di non essere noioso, ma per chi volesse approfondire l’argomento della Cristoforo Colombo e delle altre navi cedute, chiedo di dare uno sguardo attento al link http://grigioverde.org/?page_id=466

    Sono vicende della nostra Marina, che io stesso or ora apprendo con grande sorpresa, e vorrei che tutti sapessimo perché (credo) non è giusto che vengano cancellate dalla storia oppure dimenticate, specialmente da chi ama navigare per mare o in casa (come me).

    Ciao a tutti e grazie
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    Messaggio Da Eta_Beta Ven 02 Mar 2012, 10:58

    Molto interessante l'articolo...


    Paolo


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    Messaggio Da Arcangelo Mer 07 Mar 2012, 08:11

    Accadde domani 8 marzo1862: Battaglia Navale di Hampton Roads, Virginia

    La mattina del giorno 8 marzo 1862 nella baia di Hampton Roads, Virginia, dov’era alla fonda una squadra navale unionista, apparve una nave ricoperta di piastre di ferro.

    Era in testa a una flottiglia di velieri confederati e questo già suscitò immediato allarme, ma quella davanti a tutti, la CSS Virginia, scura e mostruosa, contro la quale si videro le palle di cannone rimbalzare, seminò il panico. Già, perché non fu possibile fermarla e anzi accostò e speronò addirittura la corvetta Cumberland, e poi mise in fuga il Congress, che dopo avere inutilmente sparato e anzi essere stato colpito, dovette defilarsi e nella concitata manovra, si arenò.

    Quel giorno i 25 cannoni confederati ebbero ragione dei 260 unionisti, ma solo l’indomani, la Virginia sudista dovette affrontare un’altra nave protetta da piastre di ferro: la cannoniera corazzata USS Monitor. Le artiglierie navali a quei tempi non potevano ancora perforare le corazzature e dopo inutili tiri, si combatté a colpi di granate, finché la Virginia dovette ritirarsi: fu quello il primo scontro della storia tra navi corazzate.

    In realtà erano stati i francesi, 7 anni prima, ad avere avuto l’idea di rivestire lo scafo del veliero La Gloire con spesse lamine di ferro e poi, dopo il Monitor, il ferro fu via via sostituito dall’acciaio, le piastre arrivarono a 600 mm. di spessore, i cannoni che dovevano perforarle a 305 mm. di calibro. Dalle “dreadnoughts” monocalibro dei primi del ‘900 nacquero poi le “superdreadnoughts”, navi da battaglia con cannoni da 403 mm e salì a dismisura pure la potenza cosicché si ebbero unità da 40.000 t. di stazza capaci di viaggiare a oltre 30 nodi.

    Agli inizi della II GM solcavano i mari ben 89 navi corazzate: 27 appartenenti agli USA, 20 alla GB, 12 al Giappone, 9 alla Germania, 9 alla Francia, 7 all’Italia, 5 all’URSS. Poi, il 25 ottobre 1944, nella Battaglia per il Golfo di Leyte, nelle Filippine, la VII Flotta dell’US Navy affrontò la Forza Meridionale nipponica.

    Le sei americane West Virginia, Maryland, Mississippi, Tennessee, California e Pennsylvania affondarono le giapponesi Yamashiro e Fuso e fu quello l’ultimo scontro della storia tra navi corazzate. Divenute facilmente affondabili da attacchi aerei che assai spesso le colavano a picco addirittura nei porti, le corazzate venivano via via soppiantate dalle portaerei, che col maggiore raggio operativo assumevano una potenzialità bellica senza precedenti.
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    La cannoniera corazzata dallo scafo radente USS-Monitor in azione contro la mostruosa corazzata degli Stati Confederati CSS-Virginia, in tre raffigurazioni d’epoca. Si vede come col Monitor i Nordisti sviluppassero l’idea di nave dotata di torre girevole corazzata, precursore delle navi da battaglia a torri, i Sudisti con la Virginia seguissero il concetto di “broadside ironclad”, nave con artiglierie fisse, in casamatte corazzate, spesso dai fianchi inclinati.

    Molto interessante, nella sezione Work in progress, il topic “USS Monitor section”. Buona giornta a tutti!
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    Messaggio Da Laerte Mer 07 Mar 2012, 13:07

    Un grazie particolare, Arcangelo, per le tue interessanti note sul "Cristoforo Colombo". Mi hai fatto ripensare a due cose che mio padre, che purtroppo non c'è più, mi aveva nominato. Intanto di quanto era orgoglioso si essere stato "varato" anche lui nel 1931 come l'adorata "Vespucci" e che si diceva certo che sarebbe andata in demolizione molto dopo di lui, come si sta puntualmente verificando. L'altro fatto è appunto la sostituzione del "Colombo" col più malridotto "Vespucci" di cui aveva sentito parlare, diceva, da fonti sicure cioè alcuni sottufficiali anziani con cui aveva prestato servizio nei primi anni cinquanta, prima di congedarsi dalla MM e confluire in quella mercantile dove avrebbe navigato come ufficiale e comandante per quarant'anni.
    Grazie ancora per questo appuntamento graditissimo con la storia che, sono certo, risveglierà in molti di noi ricordi affettuosi.
    Un fraterno abbraccio


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    NAVIS BONA DICITVR NON QVAE PRAETIOSIS COLORIBVS PICTA EST NEC CVI ARGENTEVM AVT AUREVM ROSTRVM EST, NEC CVIVS TVTELA EBORE CAELATA EST,NEC QVAE FISCIS ATQVE OPIBVS REGIS PRESSA EST,SED STABILIS ET FIRMA,ET IVNCTVRIS AQVAM EXCLVDENTIBVS SPISSA,AD FERENDVM INCVRSVM
    MARIS SOLIDA,GVBERNACVLO PARENS,VELOX ET NON SENTIENS VENTVM
    (Seneca - Epistola LXXVI)

    Una buona nave,dicono,non è quella dipinta con colori preziosi,con un rostro d'argento o d'oro,con l'immagine protettrice scolpita in avorio,oppure carica di tesori e di altre regali ricchezze,ma è la nave ben equilibrata e solida,con giunture saldamente connesse che non lasciano penetrare l'acqua,forte ai violenti colpi del mare,docile al timone,veloce e stabile al vento.

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    Messaggio Da Arcangelo Ven 09 Mar 2012, 12:26

    Accadde domani 10 marzo241 a.C. : Battaglia navale delle isole Egadi.

    Carthago delenda est! Una sottoscrizione di cittadini aveva finanziato una flotta di 100 quinqueremi e 20 triremi complete di equipaggio per annientare la città nordafricana che rivaleggiava con Roma sul mare.

    Il mattino del 10 marzo del 241 a.C. la flotta navigava per la Sicilia al comando del proconsole Caio Lutazio Catulo. Il vento era contrario ma grande era la voglia di vincere, anche perché i finanziatori avrebbero spartito il bottino, in caso di vittoria, o altrimenti perso tutto.

    Era intanto salpata dalle Egadi la flotta africana guidata dall’ammiraglio Annone, oltre 200 navi cariche di grano, vettovaglie e denari, dirette ai porti della Sicilia orientale. Ma il vento in poppa, tanto atteso per quella partenza, e il mare che montava, furono fatali: quando si accorse che le quinqueremi romane gli tagliavano la strada, l’ammiraglio ordinò di serrare le vele e abbattere gli alberi per avere maggiore manovrabilità, o forse per fuggire senza il contrasto del vento. Ma i punici, impacciati nelle manovre tanto dalla sorpresa quanto dal peso del carico, vennero annientati.

    Annone vide colare a picco 125 dei suoi vascelli anche a 5 ordini di remi e 63 cadere nelle mani dei romani. Più tardi, tornato sconfitto in patria, sarà giustiziato. La disfatta, con 10.000 soldati morti e 32.000 fatti prigionieri, fu totale mentre immenso fu il bottino che i vincitori portarono a Roma, dove il proconsole, che con la vittoria aveva chiuso la I guerra punica, venne premiato con l’onore del trionfo navale.

    Sebbene armate di sperone, le navi romane combattevano per abbordaggio, si sa, usando il famoso ponte, lungo una decina di metri, col corvus da conficcare nel ponte nemico. Ma proprio alle Egadi si capì quanto poteva essere pericoloso l’uso, col mare grosso, del ponte che incastrava le navi. Perciò al corvo si cominciarono a sostituire la stanga, un ariete che colpiva la nave avversaria scagliando i rematori fuori bordo prima dell’abbordaggio e l’harpax, una catapulta che lanciava grappoli di arpioni.

    Le stesse quinqueremi, che consentivano l’imbarco di un notevole numero di fanti e arcieri e l’uso di artiglieria pesante, erano unità difficili da gestire per la lentezza nelle manovre e la scarsa attitudine al cambio di velocità. Se alle Egadi le quinqueremi romane superavano le cartaginesi solo perché alleggerite al massimo, col tempo si preferirono le triremi, con meno fanti a bordo ma più arcieri e artiglierie leggere per il lancio di dardi incendiarii.

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    Trionfo navale nel Colosseo allagato, in epoca imperiale (Ulpiano Checa, La Naumachia, 1894).Per celebrare le grandi imprese navali, si usavano navi vere e gli equipaggi, fatti di prigionieri e schiavi, combattevano fino alla morte
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    Messaggio Da Arcangelo Dom 11 Mar 2012, 11:39

    Accadde domani 12 marzo1795: Battaglia navale di Capo Noli

    Dal giorno 9 marzo due flotte si fronteggiavano sul mare di fronte a Capo Noli, nel golfo di Genova. Da un lato la flotta della Repubblica Francese al comando dell’Ammiraglio Pierre Martin, pronta all’invasione della Corsica, con le 16 navi: Sans Culotte da 120 cannoni, Victoire e Ça Ira da 80, Jean Bart, Mercure, Censeur, Duquesne, Tonnant da 74, Vestale da 36, e legni minori.

    Dall’altro, la flotta anglo-napoletana agli ordini del Contrammiraglio William Hotham, composta dalle navi britanniche: Britannia da 100 cannoni; Princess Royal, Windsor Castle e St.George da 98; Captain, Bedford, Illustrious, Courageux, Egmont, Terrible e Fortitude da 74; Agamennon al comando di Horatio Nelson e Diadem da 64; Inconstant e Romulus da 36; Lowestoffel e Meleager da 32; Poulette da 26; Moselle da 18; Tarleton da 14; Fox , cutter, e dalle tre di supporto fornite dall’Armata di Mare delle Due Sicilie: Tancredi da 74 cannoni al comando di Francesco Caracciolo, Minerva da 32 e Pilade.

    Il 12 marzo 1795 finalmente i britannici, che detenevano l’isola, partirono all'attacco: fatta avanzare l’avanguardia composta di 9 velieri tra cui i 3 napoletani, aprirono il fuoco ma persero subito l’HMS Illustrious, che dopo essere stato colpito fu preso a rimorchio dal Meleager e poi, arenatosi per una violenta tempesta, dato alle fiamme prima di essere abbandonato.

    Il giorno 13 si verificò la prima delle sciagurate manovre francesi. Accadde che la Victoire manovrando finì sulla Ça Ira e nell’urto le ruppe un albero. Allora dalla HMS Inconstant, vista la confusione che s’era creata nella flotta nemica, partirono diverse bordate, e poiché la Ça Ira comunque rispondeva coi 40 cannoni di una murata, l’Inconstant arretrò e vennero avanti le nove navi che erano l’avanguardia anglo-napoletana.

    La Agamennon, non so perché soprannominata “Eggs and Bacon”, Uova e Pancetta, era un vascello a due soli ponti e con cannoni inferiori per numero e calibro alla Ça Ira, ma insieme alla Tancredi tenne sotto tiro la fregata francese per oltre due ore centrandola più volte a poppa. Allora la flotta repubblicana, impacciata dalle manovre della Censeur che intanto prendeva a rimorchio la Ça Ira semidistrutta, ripiegò e subito le alleate si diedero a inseguirla.

    Il giorno 14 Nelson e Caracciolo raggiunsero la Censeur e la Ça Ira che s’erano attardate rimanendo isolate e aprirono il fuoco. Solo la Duquesne si rigirò in difesa della Ça Ira ma fu colpita da un paio di bordate e costretta a ritirarsi. La Censeur e la Ça Ira rimasero di nuovo sole e sotto un intenso fuoco, incapparono in un altro incidente, quando la Ça Ira entrò in collisione con la Censeur che la trainava: gli alberi che si spezzarono nello scontro incastrarono gli scafi e Nelson impietoso accostò insieme al Caracciolo, e con l’arrembaggio che ne seguì e la cattura delle due navi, si capì che il tentativo francese di invasione della grande isola, era fallito.
    Accadde... domani - Pagina 2 Capo-n10
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    In alto: la HMS Agamennon, a sinistra, apre il fuoco contro Ça Ira, al centro, e Censeur, a destra. In basso: il vascello napoletano Tancredi condotto da Francesco Caracciolo, col vessillo borbonico bianco sull’albero di maestra e a poppa, affronta la Ça Ira, a destra (in entrambe le opere gli alberi spezzati e la velatura danneggiata identificano, credo, la nave francese).
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    Messaggio Da ricigliano salvatore Dom 11 Mar 2012, 11:51

    Ciao Arcangelo, che bel aneddoto di storia navale, ma sono rimasto incuriosito dalle navi napoletane, avresti qualche immagine della Tancredi , la MInerva e la Pilade?
    Ciao e grazie sal.
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    Messaggio Da Arcangelo Dom 11 Mar 2012, 12:27

    Buongiorno Salvatore, che piacere leggerti!

    Dunque, ti posto una splendida fregata Minerva in un dipinto di Saverio della Gatta (1777-1827), pittore di corte di Ferdinando IV delle Due Sicilie:
    Accadde... domani - Pagina 2 Fregat10

    Non sono riuscito a trovare niente delle altre, tranne quell'immagine del Tancredi in b/n. Ho chiesto alla Lega Navale di Napoli di aiutarmi a reperire piani di costruzione o di cantiere delle navi delle Due Sicilie, ma non mi hanno risposto. Continuerò a cercare anche a Castellammare e può darsi che un giorno uno di noi potrà avere un modello di nave napoletana. Ciao e grazie!
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    Messaggio Da Arcangelo Dom 11 Mar 2012, 12:32

    P.S.

    Potresti anche tu aiutarmi nella ricerca? Forse conosci qualche altro modellista napoletano che può indirizzarci.

    Comunque buona Domenica a te Salvatore, e agli amici che ci leggono, ciao!
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    Messaggio Da ricigliano salvatore Dom 11 Mar 2012, 13:20

    Arcangelo, il piacere è mio nel leggerti.
    In effetti interessa anche a me poter fare una di queste navi, a hai mai provato al museo del mare di pPozzuoli?
    Ciao sal.

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