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    Accadde... domani

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    Accadde... domani Empty Accadde... domani

    Messaggio Da Arcangelo Mer 25 Gen 2012, 16:16

    Con questo topic si è pensato di rievocare, un paio di giorni prima dei rispettivi anniversari, le imprese navali, tragiche o eroiche che siano, compiute nella storia della navigazione di tutti i tempi. L'ovvio invito è a intervenire, commentare, postare fotografie specie se dei modelli citati.

    Accadde dunque domani… 26 Gennaio... 1788
    Nel maggio del 1787, la Prima Flotta britannica sotto il comando del capitano John Hunter, era salpata dall’Inghilterra con destinazione Sydney, nel Nuovo Galles del Sud, Australia. Lo scopo della missione era l’allestimento del primo insediamento europeo: una colonia penale voluta dalla corona per lo sfollamento delle patrie galere.

    Il 26 Gennaio 1788, le 11 navi della First Fleet entrarono nella baia di Sydney. Esse erano:
    la nave da guerra HMS Sirius (Ammiraglia) e il brigantino armato HMS Supply; altre 6 navi mercantili (Alexander, Charlotte, Friendship, Lady Penrhyn, Prince of Wales, Scarborough) addette al trasporto dei deportati; 3 di riserva (Borrowdale, Fishburn, Golden Grove).

    A bordo delle navi, oltre a 15 ufficiali, 323 uomini di equipaggio e 247 marines, viaggiavano passeggeri assai speciali e cioè: 100 mogli e bambini dei marines; 1125 carcerati; 382 carcerate; 36 figli di carcerati. E durante il viaggio vi furono pure 22 nascite, mentre 69 persone morirono, fuggirono o disertarono.

    Compiuta la missione, parte dell’equipaggio rimase a Sydney e tra questi sir Arthur Phillip, che assunse la carica di Governatore; John Hunter, capitano della Sirius; Henry Ligdbird Ball, capitano della Supply; Ralph Clark, Secondo c. autore del giornale di bordo; John White capo-medico; altri 14 tra Ufficiali e Notabili.

    Accadde... domani John-a10

    John Alcott, The First Fleet in Sydney, January 27, 1788


    In primo piano la HMS Supply (stazza lorda 175 t., armamento 4 cannoni) e a destra l'ammiraglia HMS Sirius (stazza lorda 540 t., lunghezza m. 34, larghezza m.9,8, armamento 20 cannoni).


    Ultima modifica di Arcangelo il Mer 25 Gen 2012, 21:45 - modificato 2 volte.
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    Messaggio Da ricigliano salvatore Mer 25 Gen 2012, 18:26

    Ciao Arcangelo!
    Bella nota storica, a quanto pare sei molto documentato sulla storia navale in generale!
    Ciao sal.
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    Messaggio Da ErPiotta71 Mer 25 Gen 2012, 18:38

    Dove trovi tutte queste informazioni?
    Molto interessante i nomi delle navi! Smile
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    Messaggio Da Ammiraglio Mer 25 Gen 2012, 19:19

    Ebbene Si!
    Ce-Lo Avemo solo Noi!!! cheers cheers
    Grande Arcangelo! Accadde... domani 1797121881

    Ciao Rocco


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    Messaggio Da Arcangelo Mer 25 Gen 2012, 19:25

    Amici siete troppo buoni, con la classica pazienza del pescatore, io pesco e trovo sempre qualcosa in... Rete Smile Smile Smile lol



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    Messaggio Da Arcangelo Gio 26 Gen 2012, 16:13

    Accadde… domani… 27 e 28 gennaio
    Buonasera amici, due anniversari ricorrono nei prossimi giorni, ma gli eventi sono entrambi piuttosto scarsi di particolari... nautici.

    Il 27 gennaio 1820 il capitano Edward Bransfield, Master della Royal Navy in navigazione sul mercantile britannico Williams, avvista per la prima volta il continente antartico, e in particolare quelle che oggi sono le Shetland Islands, e ne viene quindi considerato lo scopritore.

    Un merito controverso in quanto solo il giorno dopo, il 28 gennaio, l’esploratore Fabian Gottlieb von Bellingshausen, capitano della marina militare russa in navigazione sulle navi Vostok e Mirnyi, avvista lo stesso continente in una sua propaggine più ad Est e reclama la paternità della scoperta.

    Accadde... domani Sg320211
    Le navi Vostok (Est) e Mirnyi (Pacifica) in un francobollo commemorativo dell'URSS del 1965

    Le notizie su un altro evento, il bombardamento di Shangai ad opera della marina imperiale nipponica (28 gennaio 1932) sono ancora più scarse.

    Sarebbe bello sapere qualcosa di più e magari vedere fotografie. Ciao



    Ultima modifica di Arcangelo il Dom 05 Feb 2012, 14:28 - modificato 1 volta.
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    Messaggio Da Arcangelo Dom 29 Gen 2012, 11:23

    Accadde domani, 30 gennaio1945

    Varata nel 1937, la Wilhelm Gustloff fu una nave passeggeri tedesca, ammiraglia della flotta KdF (Kraft durch Freude=La Forza attraverso la Gioia) che si disse unica al mondo in quanto a lusso e sfarzosità.

    Durante la II GM fu requisita dalla Kriegsmarine e fu nave-ospedale e poi nave-caserma, finché nel 1945 fu assegnata con altre grandi navi, alla più imponente evacuazione navale della storia: il recupero e il trasporto di milioni di rifugiati, soldati e feriti, che dovevano essere messi in salvo dalla avanzata sovietica.

    La nave partì dunque dal porto di Gotenhaven il 30 gennaio 1945 e intraprese il suo ultimo viaggio sulle acque scure del Baltico, con destinazione Kiel.

    La lista comprendeva 918 ufficiali, 173 membri dell'equipaggio, 373 membri delle Unità Navali Ausiliarie formate esclusivamente da donne, 162 feriti e 4.424 rifugiati, per un totale di 6.050 persone. Tuttavia una infinità di disperati avevano preso posto sui ponti sicché il numero totale delle persone a bordo superò le 10.500.

    Alle 21:08 del 30 gennaio 1945, il sommergibile russo S-13 comandato da Alexander Marinesko, da distanza ravvicinata lanciò tre siluri contro la nave e tutti la colpirono. La Gustloff alzò la poppa sopra il livello del mare e in soli 50 minuti si inabissò.

    Tra le esplosioni e gli incendi, non fu possibile calare tutte le scialuppe e fu una catastrofe: quelli che s’erano salvati buttandosi a mare perirono in fretta, con una temperatura esterna di 18° sotto zero e numerosi blocchi di ghiaccio galleggianti tutt’intorno.

    Gli oltre 9.000 morti fecero di quell’affondamento il più grave evento nella storia navale di tutti i tempi.
    Accadde... domani 01-amm11
    Accadde... domani Postca10
    La motonave Wilhelm Gustloff, oltre 200 m. di lunghezza per una stazza di 25.893 t., operava al momento dell’affondamento con le più grandi navi di linea della Kdf: Cap Arcona (27.561), Robert Ley (27.288), Hamburg (22.117), Deutschland (21.046), Potsdam (17.528), Pretoria (16.662), Berlin (15.286), Goya e altre.
    ---------------
    E’ possibile vedere le fasi costruttive di un bel modello della motonave in scala 1:100 e le foto del modello terminato su http://www.smc-noris.de/gustloff.htm e altre su http://www.wilhelmgustloff.com/gallery_scalemodels.htm

    Ciao


    Ultima modifica di Arcangelo il Dom 29 Gen 2012, 11:39 - modificato 1 volta.
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    Messaggio Da ricigliano salvatore Dom 29 Gen 2012, 11:31

    Ciao Arcangelo, grazie per questo nuovo aneddoto storico... sono rimasto impressionato per come una nave di quest'epoca fosse stata capace di imbarcare ben 10000 persone.
    Molto bello anche il modello.
    Grazie a questo topic, oltre ad arricchire la nostra cultura personale, dai anche tanti spunti per nuove opere!
    Ciao sal.
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    Messaggio Da Arcangelo Dom 29 Gen 2012, 11:47

    Ciao alvatore,

    grazie per l'attenzione, non ti nascondo che mi piace parlare di navi e smuovere le acque delle storie dimenticate, anche nella speranza che qualcuno di noi naviganti decida di approfondire e chissà...

    Non ho trovato piani costruttivi della nave ma credo che non sia difficile averne contattando Forum navimodellistici tedeschi.

    Ciao Accadde... domani 1797121881
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    Messaggio Da Mario Tibollo Dom 29 Gen 2012, 13:05

    Bravo Arcangelo,
    ricerca, ricerca e facci sapere!
    Grazie e ciao,
    Mario


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    domandare è lecito, rispondere è cortesia
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    Messaggio Da Arcangelo Ven 03 Feb 2012, 10:01

    Accadde domani... 4 febbraio 1885

    Il 4 Febbraio 1885 giunse nel golfo di Massaua, in Eritrea, una formazione navale della Regia Marina al comando del capitano di vascello Federico Bertone di Sambuy.
    Era composta da 3 pirofregate corazzate, Principe Amedeo ammiraglia, Giuseppe Garibaldi e Castelfidardo; dall’incrociatore Amerigo Vespucci; dagli avvisi Messagiere e Vedetta.
    Trasportava un corpo di spedizione di 800 uomini (4 compagnie di bersaglieri e 1 di artiglieria, oltre a reparti del Genio zappatori e della sussistenza) che lo stesso giorno sbarcarono e immediatamente occuparono la città eritrea, senza incontrare resistenza da parte dei 400 militari egiziani del presidio.

    Accadde... domani Princi12
    La pirofregata corazzata Principe Amedeo, varata nel 1865 nel Regio Arsenale di Castellammare di Stabia. Aveva dislocamento 6274 t., lunghezza m. 79,7, larghezza 17,5, propulsione a sei caldaie con motrice alternativa a vapore, armamento velico a brigantino a palo, velocità 13 nodi, autonomia 1780 mn a 10 nodi, equipaggio totale 548 uomini. Armamento: 12 pezzi rigati da 160 mm., corazzatura da 220 mm alla cintura e 150 al ridotto.
    Insieme alla gemella Palestro fu l’ultima nave corazzata italiana ad avere lo scafo in legno composito e armamento velico.

    Ciao, grazie dell'attenzione
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    Messaggio Da ALEX70 Ven 03 Feb 2012, 11:37

    Arcangelo complimenti! seguo molto Accadde domani, bella idea per appassionati di storia come me Accadde... domani 855371


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    Messaggio Da Arcangelo Ven 03 Feb 2012, 14:06

    Ciao Alex,

    grazie sei molto gentile, a me fa molto piacere dare spazio al mio amore per la storia attraverso questo splendido Forum (e della opportunità che mi è data ringrazio il fondatore, Ammiraglio Rocco, e tutti gli amici che hanno offerto e offrono giorno per giorno la loro preziosa collaborazione)

    Lo scopo è una speranza, che qualcuno di noi possa pensare di dedicarsi a un modellismo più patriottico, tanto più che nella storia, almeno fino a ieri, abbiamo vantato flotte di tutto rispetto e navi sempre tra le più belle.

    Io stesso, appena archiviate Bounty e Blue Shadow, farò tesoro di questo mio stesso invito e (spero) aprirò sul tavolo da lavoro i piani che da anni ho gelosamente custodito e dovrò solo scegliere: Brin, Margherita, Napoli, Cavour, Garibaldi, Pola, Bolzano, Libia (ogni parola di queste è una emozione)

    E per gli amanti dei velieri, che dire della misconosciuta "Armata di Mare"? L'ottimo Salvatore certamente ne sa molto, e come lui gli altri nostri conterranei. Forse se ne parlerà domani.

    Ciao, saluto tutti con affetto e stima
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    Messaggio Da Arcangelo Sab 04 Feb 2012, 12:31

    Accadde domani… 5 febbraio 1885

    Al centro del golfo di Massaua occupata dai bersaglieri, il giorno 5 febbraio 1885 stava la pirofregata corazzata Giuseppe Garibaldi. La nave fu subito sede del Comando Marittimo di Massaua, poi fu trasformata in nave ospedale finché nel 1895 prese il nome di Saati, a ricordo dell’avamposto dove sei anni prima due compagnie di fanteria avevano respinto 10.000 guerrieri etiopi guidati dal ras Alula.

    La Garibaldi non era stata sempre italiana. Infatti, varata nel gennaio 1860 nel Regio Arsenale borbonico di Castellammare di Stabia, era appartenuta alla Real Marina del Regno delle due Sicilie, o Armata di Mare di S.M. il Re delle Due Sicilie, e il suo nome era Borbona.

    Con la corazzata, la Marina Sarda poi Armata Navale poi Regia Marina, nel settebre del 1860 aveva inglobato tutta l’imponente flotta borbonica, mercantile e militare, superiore per numero e stazza a tutte le altre dei singoli stati italiani messi insieme, e terza in Europa.

    La forza navale a vela dell’Armata di Mare era così composta: 1 vascello (Vesuvio), 4 fregate (Amalia, Regina Isabella, Partenope, Regina), 1 corvetta (Cristina), 5 brigantini (Generoso, Intrepido, Principe Carlo, Valoroso, Zeffiro), una goletta (Menai), 1 cutter (Sparviero) e poi 4 cannoniere, 21 bombardiere, 7 bovi, 12 scorridore, 8 leuti, 4 paranzelle e 23 legni sottili.

    E la forza a vapore comprendeva: 13 pirofregate (Monarca ammiraglia, Farnese, Borbona, Archimede, Ercole, Ettore Fieramosca, Fulminante, Guiscardo, Ruggiero, Tancredi, Sannita, Torquato Tasso, Veloce), 2 pirocorvette (Aquila e Stromboli), 11 avvisi a ruota (Messaggero, Saetta, Antelope, Delfino, Ferdinando II, Maria Teresa, Miseno, Palinuro, Peloro, Rondine, Sirena), 3 rimorchiatori (Eolo, Furia, Etna).

    Nel tempo le navi furono via via radiate, ma l’ammiraglia Monarca, rinominata dai Sardi “Re Galantuomo” e che alla sua entrata in servizio nella Regia Marina fu la più grande nave da guerra d’Italia, rivive i suoi fasti nell’Amerigo Vespucci. Il veliero, nave scuola della Marina Militare, infatti, fu clonato nel 1930 sui piani costruttivi dell’antico veliero borbonico.
    Accadde... domani Nave_v10
    Nave Vesuvio (tre alberi con propulsione a vela-dislocamento 3530 t.-armamento 87 pezzi su tre ponti, due in batteria coperta: in tutto 63 cannoni da 24 libbre, 4 obici Paixhans da 80, 4 obici da 30 e 16 carronate da 24 libbre.
    Accadde... domani Monarc10
    Pirofregata Monarca, reale ammiraglia dell’Armata di Mare (tre alberi con propulsione a elica e 2890 mq di velatura-lunghezza m. 68,7-dislocamento 3800 t.-velocità 9 nodi- equipaggio 703 uomini-armamento 84 pezzi su tre ponti, due in batteria coperta: in tutto 50 cannoni da 30 libbre, 28 obici Paixhans da 30 libbre con palla incendiaria, 6 cannoni Millar da 60 libbre.).
    Accadde... domani Borbon10
    Pirofregata Borbona (tre alberi con propulsione a elica e 2725 mq di velatura-lunghezza m. 68,2-dislocamento 3980 t.-scafo in legno di quercia di Calabria con carena ramata-velocità 11 nodi-equipaggio 646 uomini-armamento 50 pezzi su due ponti, uno in batteria coperta: in tutto 1 cannone da 116 libbre, 12 obici da 200 mm, 42 cannoni da 30 libbre e 4 cannoni da sbarco da 12 libbre).

    Schede tecniche di alcune navi dell’Armata di Mare e altro su http://www.liberoricercatore.it , storia e uniformi dell'Armata di Mare su http://it.wikipedia.org/wiki/Real_Marina_del_Regno_delle_Due_Sicilie

    Ciao
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    Messaggio Da Arcangelo Ven 10 Feb 2012, 15:52

    Accadde… domani 10-11 febbraio 1918

    Alle ore 22 del 10 febbraio 1918 tre piccole ma veloci imbarcazioni iniziarono il loro pericoloso trasferimento dal litoriale italiano dell’Istria fino alla baia di Buccari, una profonda insenatura della costa croata.

    Là stavano all’ancora unità nemiche e contro di loro, mentre i sommergibili F3 ed F5 restavano in agguato a una decina di miglia, facevano rotta tre Motoscafi Armati Siluranti. Erano il MAS 94 del sottotenente di vascello Andrea Ferrarini, il MAS 95 del tenente di vascello Profeta De Santis e il MAS 96 del capitano di corvetta Luigi Rizzo, con a bordo il comandante di missione capitano di fregata Costanzo Ciano e Gabriele D'Annunzio.

    Alla mezzanotte, giunti a un miglio dalla costa senza che le batterie costiere austro-ungariche li scorgessero, i tre motoscafi spensero i motori a scoppio per azionare quelli elettrici dopodiché, alle ore 1:20 dell’11 febbraio, entrati nel porto, lanciarono i siluri. Dei sei, solo uno superò le reti di sbarramento ed esplose e fu allora che i MAS invertirono la rotta per fare rientro alla base di Ancona.

    Ma un attimo prima, nella parte più interna della baia, furono lasciate su galleggianti tre bottiglie tricolori contenenti un messaggio scritto dal D'Annunzio. Fu questo fatto, insieme alla audacia dei marinai italiani che avevano portato i MAS fino in fondo al porto, a dare all'azione l'appellativo di "Beffa di Buccari". Gli uomini della Regia Marina avevano in pratica ridato coraggio al popolo italiano e all’esercito, che solo tre mesi prima aveva subito la disfatta nei pressi di Caporetto.

    Un grande successo conseguito dai MAS durante la prima guerra mondiale fu poi l'affondamento della corazzata Szent István, classe Viribus Unitis, all'alba del 10 giugno 1918 durante un agguato condotto dal capitano Luigi Rizzo, che di nuovo colpì a sorpresa una nave della KuK, la Imperiale e Regia Marina Austro-ungarica.
    Accadde... domani Mas_lu16 Accadde... domani Navi_m13 Accadde... domani Luigi_13
    MAS 9 di Luigi Rizzo dopo l’affondamento della corazzata Wien a Trieste nel dicembre del 1917; un modello esposto nel Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano; il Comandante Luigi Rizzo detto l’Affondatore.

    Il Motoscafo Armato Silurante o Motoscafo Anti Sommergibile fu una piccola imbarcazione da 20-30 t. di dislocamento, con una decina di uomni di equipaggio, armata di due siluri, bombe di profondità e un cannoncino, operativa in entrambe le guerre mondiali con l’acronimo Memento Audere Semper ideato dall’eroe-poeta D’Annunzio.
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    Messaggio Da ALEX70 Ven 10 Feb 2012, 16:23

    Accadde... domani 978889 Grande Arcangelo, grazie delle informazioni.Sai, anni fa quando trasmettevano L'Almanacco del giorno dopo, io lo seguivo sempre, ricordo ancora la sigla e a seguire trasmettevano Che tempo fa. Accadde domani mi ricorda molto quel programma! complimenti Accadde... domani 1797121881
    ciao Alex.


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    Messaggio Da Arcangelo Ven 10 Feb 2012, 20:07

    E ancora accadde domani… 11 febbraio 1914

    Grande la nostra Marina, Grandi i Marinai d’Italia.

    Il giorno 11 febbraio 1914 nacque a Genova Luigi Durand de la Penne, chi non conosce l’incursore della Regia Marina, eroe di temerarie imprese. Nell’anniversario della nascita, poche righe per ricordare il suo valore di marinaio e di uomo.

    Dal 1935 Ufficiale della X Flottiglia Mas della Spezia, nella II GM passò ad operare con il Gruppo Mezzi d’Assalto e così partecipò alla prima spedizione contro la base inglese di Alessandria, poi alla missione contro Gibilterra, quindi di nuovo al forzamento della base di Alessandira d’Egitto.

    Fu dal sommergibile Scirè che partì la flottiglia di Siluri a Lenta Corsa (Slc, maiali) che il 19 dicembre 1941 doveva attaccare la squadra navale inglese all’ancora nel porto di Alessandria. De la Penne fu capogruppo dei maiali 221, 222,e 223 condotti rispettivamente da lui stesso, da Vincenzo Martellotta e da Antonio Marceglia. Pochi uomini, ma capaci di affondare una nave da battaglia, la Valiant, una corazzata, la Queen Elizabeth, una petroliera, la Sagona, e danneggiare il caccia Jervis.

    Fu proprio Durand de la Penne a collocare, da solo, la carica esplosiva sulla carena della Valiant, sulla verticale delle torri prodiere. Quando emerse fu però catturato insieme al capo palombaro Emilio Bianchi e messo agli arresti in una sala attigua al deposito munizioni della stessa nave. Dieci minuti prima del momento previsto per lo scoppio della carica, e solo perché fosse messo in salvo l’equipaggio nemico, informò il comandante inglese, capitano di vascello Charles Morgan, della imminente esplosione.

    Accadde... domani X_flot10 Accadde... domani Slc-ma10
    I componenti la X Flottiglia MAS nel 1939, il primo a sinistra è il sottotenente di vascello Luigi Durand de la Penna; Siluro a lenta corsa, maiale

    La cronaca dettagliata dell’operazione in un articolo del Corriere della Sera del 18.01.1992 su http://archiviostorico.corriere.it/1992/gennaio/18/morto_Durand
    Motivazione del decreto di conferimento della medaglia d’oro al valor militare su
    http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/medaglie/Pagine/duranddelapenne.aspx
    schema e descrizione del Slc “maiale” su
    http://digilander.libero.it/avantisavoiait/Sezione%20SLC.htm

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    Messaggio Da Arcangelo Mar 14 Feb 2012, 10:14

    Accade domani… 15 febbraio 1898

    Alle ore 21:40 del 15 febbraio 1898 una deflagrazione scosse nella notte la flotta americana alla fonda nel porto dell’Avana. La USS Maine, corazzata pre-dreadnought da 6800 t. varata nel 1889, era esplosa e in breve colò a picco con 266 dei suoi marinai. Restò misteriosa l’origine dello scoppio, ma gli USA accusarono gli spagnoli (che detenevano Cuba) e in breve la tensione che nacque tra i due paesi dette il via alla guerra ispano-americana. E altrettanto rapidamente la squadra navale spagnola colò a picco sotto le cannonate della marina statunitense.

    La USS Maine (ACR-1, la prima delle 4 con questo nome) era una corazzata di tipo pre-dreadnought, ma questo cosa vuol dire? Ecco il riassunto di quello che ho accertato.

    Le navi da battaglia dell'epoca prevedevano 4 cannoni principali in torri gemelle a poppa e a prua, e altri di calibro inferiore lungo i fianchi, come nei vascelli. Ciò riduceva la potenza di fuoco perché solo le torri girevoli potevano tirare dall'una o l'altra fiancata, e complicava le operazioni di puntamento, a causa dei diversi calibri.

    Fu l'architetto navale italiano Vittorio Cuniberti a ideare per primo, nel 1903, una nave da battaglia armata solo di cannoni di grande calibro. E poiché la Regia Marina non accolse l’idea, Cuniberti propose una ideale nave da battaglia britannica da 17.000 tonnellate, armata con dodici cannoni da 305 mm, corazzata alla cintura con 30 cm di acciaio e capace di una velocità di 24 nodi.

    Il concetto di nave “all-big-gun” fu subito accolto con risultati bellici immediati dalla Marina Imperiale Giapponese (nave da battaglia Satsuma, 1904) e dalla U.S.Navy (classe South Carolina, 1906). Ma fu la Royal Navy a realizzare con la corazzata monocalibro HMS Dreadnought, la nave di concezione cunibertiana, anche se meglio ancora si fece coi successivi incrociatori corazzati classe Orion. Mentre infatti la Dreadnought poteva scaricare in una sola bordata solo sei dei dieci cannoni da 305 mm., le torri delle Orion stavano tutte sul centro nave, in asse sulla linea di mezza, ed erano orientabili tutte insieme sullo stesso bersaglio.

    Le pre-dreadnought sono le corazzate varate tra il 1889 e il 1904 che, che sempre ancora pluricalibro, come la USS Maine, avevano però alcune caratteristiche secondarie della nave “all-big-gun” di Vittorio Cuniberti.

    Accadde... domani X1uss_10
    USS Maine 1889 , corazzata pluricalibro con torrette binate sulle fiancate

    Accadde... domani X2hms_10
    HMS Dreadnought 1906, corazzata monocalibro con 3 torrette binate da 305 sulla liea di mezza e 2 sulle fiancate

    Accadde... domani X3hmso10
    HMS Orion 1910, corazzata monocalibro con 5 torrette binate da 305: due a prua, due a poppa, una a centronave.

    Ciao a tutti e grazie della attenzione!
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    Messaggio Da Arcangelo Mar 14 Feb 2012, 11:16

    Oops, scusatemi un rigo, anche in occasione dell'anniversario di domani, per il genio navale italiano, non sempre compreso e mai celebrato nella giusta misura. Ciao!

    Accadde... domani X4vitt13 Accadde... domani X5rnda12
    Ing. Vittorio Cuniberti, Colonnello del Regio Genio Navale (1854-1913) e R.N.Dante Alighieri, prima dreadnought italiana da 20.000 t. varata nel 1910, armata con quattro torri trinate da 305mm: 1 a prua, 1 a poppa, due al centro + 4 torri binate e 12 singole da 120mm + altro calibro inferiore.
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    Messaggio Da Arcangelo Mer 15 Feb 2012, 09:54

    Accadde domani… 16 febbraio 1804: a sera una nave va a fuoco nel porto di Tripoli.

    Buongiorno a tutti, oggi con grande meraviglia ho scoperto questa storia e ve la racconto: dunque, Stephen Decatur jr., il più giovane capitano della U.S.Navy, era impegnato fin dal 1803 nella I Guerra Barbaresca, combattuta dagli USA nel Mediterraneo contro potenze costiere del nordafrica: sultanato del Marocco e reggenze di Algeri, Tripoli e Tunisi. Queste città marinare dedite alla guerra di corsa, da anni depredavano le coste e catturavano navi mercantili USA, che non essendo più colonia britannica, avevano perso la protezione della Royal Navy.

    Proprio nel dicembre 1803, al comando dello schooner Enterprise affiancato dalla USS Constitution, Stephen Decatur aveva catturato il ketch corsaro Mastico, poi ribattezzato col nome di Intrepid e destinato a una incursione notturna nel porto di Tripoli. Lì stava la fregata Philadephia, caduta in mano ai barbareschi durante un servizio di pattugliamento sotto costa: la nave, priva di un albero, era stata ancorata e serviva ai corsari come batteria costiera.

    Il 16 febbraio del 1804, alle sette di sera, l’Intrepid entrò nel porto di Tripoli seguito a distanza dall’USS Syren, che doveva offrire fuoco di supporto durante e dopo l’assalto. Decatur aveva mascherato la sua nave coi colori di un mercantile britannico e dalla prora un siciliano di nome Salvatore Catalano che parlava arabo, a gran voce gridava al personale del porto che la nave aveva perso le ancore in una tempesta e cercava rifugio per riparazioni.

    Avuto il permesso, Decatur accostò al Philadelphia, vi attraccò, poi al grido: “Board!” ordinò ai marines nascosti di arrembare la nave catturata. Egli stesso con 60 uomini vestiti da marinai maltesi o arabi, e armati di picche e spade, riprese il Philadelphia in dieci minuti.

    La fregata riconquistata non era in condizioni di navigare, si sa, e il piano concordato col commodoro Preble era di darle fuoco. Così fu fatto e il capitano lasciò per ultimo la nave in fiamme. Venne avanti allora l’USS Syren che aprì il fuoco contro le cannoniere corsare e le batterie costiere, mentre i marines sbarcati attaccavano la città da terra.

    L’ammiraglio Nelson dichiarò che si era compiuta l’azione più coraggiosa e audace di quei tempi e Stephen Decatur jr., eroe nazionale poi fatto commodoro, fu fregiato a Napoli liberata dalle scorrerie piratesche, del titolo di “Terror of the foe”, terrore del nemico. Ciao a tutti
    Accadde... domani Xx3_0810 Accadde... domani Xx15ge10
    Lieutenant Stephen Decatur jr. (1779-1820) all’arrembaggio di una cannoniera algerina il 3 agosto 1804, si difende con una piccola pistola impugnata nella destra; ferito a bordo della USS President durante uno scontro con la flotta britannica il 15 gennaio 1805 (Navy Art Collection, Washington DC)
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    Messaggio Da Arcangelo Ven 17 Feb 2012, 13:25

    Accadde domani… 18 febbraio 1924: parte la Crociera Italiana

    Il 18 febbraio 1924 prese il largo dal porto di La Spezia un piroscafo. Era la Regia Nave Italia e la sua destinazione l’America latina, dove si voleva promuovere l’arte, l’industria, l’agricoltura, la cultura e l’artigianato italiano.

    La “Crociera Italiana” partì sotto gli auspici di Gabriele D’Annunzio e fu una lussuosa esposizione navigante (tutte cose che oggi apprendo e vi comunico) con sale dette: dei marmi, delle ceramiche, delle industrie femminili e operaie, dell’arredamento, della tipografia, della seta, della lana, degli orafi, dei cotoni, dei filati, dei prodotti chimici, dei profumi, dei medicinali, del libro, e altre dedicate addirittura ad automobili, cicli e motocicli, e a strumenti musicali, vini, liquori, prodotti alimentari e quant’altro.

    La nave toccò 7 porti brasiliani, poi Montevideo, Buenos Aires, Bahia Blanca. Passò lo stretto di Magellano e di porto in porto risalì la costa sul Pacifico fino al canale di Panama. Lo attraversò e face scalo nei porti del Messico, della Colombia e del Venezuela poi in quelli caraibici di Haiti e Cuba, ricevendo ovunque un successo clamoroso. Dopo nove mesi di navigazione, il 20 ottobre rientrò nel porto di La Spezia.

    Il piroscafo, varato nel 1905, aveva prua verticale e due fumaioli, dislocava 5000t., navigava a 13 nodi. Dopo passaggi tra alcune compagnie di navigazione, nel 1923 fu acquistato dalla Società Italiana di Servizi Marittimi, poi dal Lloyd Triestino, fino alla requisizione tedesca nel 1943. Fu affondato nel 1944 per un attacco alleato nel porto di Trieste, infine recuperato e demolito nel 1950.

    Particolare è il motivo che fece scegliere il nome “Italia”. Dopo i piroscafi Unione, Forza e Vittoria, venne l’Italia e fu completato il concetto: “Dall’Unione deriva la Forza, da questa la Vittoria, che ha fatto l’Italia”.

    Accadde... domani Naveit20 Accadde... domani Naveit21
    La Crociera Italiana in due cartoline d'epoca. Cio a tutti!
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    Messaggio Da Arcangelo Lun 20 Feb 2012, 12:08

    Accadde domani... 21 febbraio 1916: affonda la Marechiaro

    A un anno circa dall’entrata in guerra dell’Italia contro l’Austria (23 maggio 1915), la nave-ospedale Marechiaro partecipava in Adriatico alle operazioni di soccorso dell’esercito serbo in fuga verso l’Albania.

    Si trattava di una piccola nave, lunga appena 54 m., con sole 400t di stazza, a suo tempo impiegata su rotte passeggeri tra Napoli e Ischia, Capri, Procida. Dopo la requisizione invece ospitò 50 posti letto e uno sparuto equipaggio, 45 uomini, compresi i medici.

    Dipinta di bianco, con croci rosse sul fumaiolo e sui fianchi, nessuno poteva attaccarla, anche se la immunità delle navi-ospedale veniva a volte violata. Ma non erano le navi nemiche il solo pericolo, visto che quel mare era disseminato di mine.

    Il giorno 21 febbraio del 1916 per l’appunto la nave, mentre alla sua sesta missione era in navigazione al largo di Durazzo, finì su una mina e proprio come appena due mesi prima era capitato nei pressi di San Giovani di Medua alla nave corazzata Re Umberto (13.000t.), affondò.

    A posare le mine in Adriatico erano i sommergibili austro-tedeschi: l’UC-14 aveva posato quella che colò a picco la Re Umberto, l’UC-12 quella che affondò la Marechiaro.

    Ma prima che la piccola nave affondasse, accorsero due drifters britannici, i pescherecci armati Hasting e Selina, e il numero delle perdite umane fu contenuto. Nel frattempo l’equipaggio superstite si era prodigato e avanti a tutti il Capitano Medico Gnasso, che sebbene sbalzato a mare dalla esplosione e gravemente ferito, era tornato a bordo della nave che affondava per prestare soccorso ai feriti.

    La Marechiaro non fu l’unica nave bianca della Regia Marina a operare nel corso della I G M., fu però la più piccola delle otto impiegate, ma non ne trovo i nomi. La cosa certa è che già da allora le navi-ospedale per convenzione internazionale erano dipinte di bianco, con croci rosse sui fumaioli e sui fianchi, e una lunga striscia verde su tutta la lunghezza di ciascuna murata (come la Wilhelm Gustloff di cui si è parlato).

    Anche le navi trasporto-infermi erano bianche, ma mancavano le croci rosse e le strisce verdi; erano ovviamente più piccole, venivano classificate come navi-ambulanza e navi-soccorso e impiegate per la ricerca dei naufraghi e il loro trasporto sulle vere navi-ospedale. Tutte si trovavano a soccorrere immancabilmente soldati di terra più che marinai, e i trasportati potevano essere feriti come pure invalidi o profughi in fuga. In ogni caso non potevano essere fatte oggetto di atti di guerra. Forse fu per questo che il sommergibile UC-12 responsabile involontario (?) dell’affondamento di una nave bianca dal nome così bello, fu a sua volta affondato dalla nostra Marina (Ah!).

    Accadde... domani Marech10
    La Regia Nave “Marechiaro” con la livrea dai colori bianco, rosso e verde. Ciao a tutti!
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    Messaggio Da Eta_Beta Lun 20 Feb 2012, 12:36

    Ma quante ne sai... Very Happy
    Davvero bella questa rubrica!

    Paolo


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    Messaggio Da Arcangelo Lun 20 Feb 2012, 13:54

    Ciao Paolo!

    Ti ringrazio, non ti nascondo che molto di quello che "so", lo scopro di giorno in giorno esplorando in queste storie di navi così suggestive, a volte un po' nuove anche per me! (magari per qualcuno di noi sono cose vecchie, mi scuserà).

    Ciao Paolo, grazie

    e ciao a tutti Very Happy

    PS: qualcuno conosce i nomi delle otto regie navi-opedale della I GM?
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    Messaggio Da Eta_Beta Lun 20 Feb 2012, 14:20

    Arcangelo ha scritto:Ciao Paolo!

    Ti ringrazio, non ti nascondo che molto di quello che "so", lo scopro di giorno in giorno esplorando in queste storie di navi così suggestive, a volte un po' nuove anche per me! (magari per qualcuno di noi sono cose vecchie, mi scuserà).

    Ciao Paolo, grazie

    e ciao a tutti Very Happy

    PS: qualcuno conosce i nomi delle otto regie navi-opedale della I GM?

    Dai un occhio qui: http://www.webalice.it/cherini/elenco%20tavole%20navi%2035.htm

    Paolo


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