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    La mia Couronne, da piani Lusci

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    Re: La mia Couronne, da piani Lusci

    Messaggio Da cantierimodellinavali il Mar 06 Set 2016, 12:49

    Giorgio 45,

    hai fatto un buon lavoro ma a mio avviso non ci siamo con le proporzioni
    in special modo la larghezza e la forma delle pale,
    così come le hai fatte sono da "pagaia".
    Io le restringerei di un buon 1/3, diciamo che la larghezza totale sarà pari al doppio del diametro dell'asta (o Ginocchio).
    Buon prosieguo.


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    Re: La mia Couronne, da piani Lusci

    Messaggio Da Laerte il Mar 06 Set 2016, 13:08

    Sono daccordo, ma non volevo infierire visto il bagno di sudore dichiarato!

    Buon Vento,
    Laerte


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    Re: La mia Couronne, da piani Lusci

    Messaggio Da cantierimodellinavali il Mar 06 Set 2016, 13:17

    ... Sono daccordo, ma non volevo infierire visto il bagno di sudore dichiarato! ...

    ... basta poco, tutto il gran lavoro fatto ed il sudore generato non verrà in alcun modo perso ...
    una limatina (od altro, dipende di quale attrezzatura dispone il nostro amico) per lato ed il gioco e fatto.


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    Re: La mia Couronne, da piani Lusci

    Messaggio Da Giorgio 45 il Mar 06 Set 2016, 17:16

    In effetti basta un tagliente e una ulteriore limatina … con normale carta abrasiva usata con delicatezza; non intendevo lamentarmi del sudore speso ... la mia unica intenzione era di mettere in guardia sul tipo di lavorazione necessaria che richiede tempo e delicatezza.

    Il modellismo è anche fare … disfare … rifare … e seguire i consigli quando sono giusti senza badare troppo al tempo … Vi ringrazio per i vostri interventi e … vado a correggere la larghezza delle pale.

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    Re: La mia Couronne, da piani Lusci

    Messaggio Da cantierimodellinavali il Mar 06 Set 2016, 20:57

    Giorgio 45,

    Il modellismo è anche fare … disfare … rifare … senza badare troppo al tempo … vado a correggere la larghezza delle pale...



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    Re: La mia Couronne, da piani Lusci

    Messaggio Da Laerte il Ven 09 Set 2016, 10:59

    Alla fine saranno i remi migliori mai eseguiti in questo forum!
    Ammiro la tua costanza nel seguire le nostre indicazioni (e scusa se a volte sembriamo pedanti, il nostro unico scopo non è rompere i maroni Cool ma far sì che il prodotto finito sia quanto di meglio si possa desiderare!)
    Buon Vento,
    Laerte


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    Re: La mia Couronne, da piani Lusci

    Messaggio Da Giorgio 45 il Sab 10 Set 2016, 08:11

    Eseguita la correzione delle pale dei remi … e messa una cima arrotolata di colore “più” canapa.

    Confronto prima e dopo … ma non sono sicuramente "le migliori del Forum" ... ne approfitto per ricordare che queste foto essendo in macro sul PC appaiono molo ingrandite … anche 2, 3 volte rispetto alle reali dimensioni (la griglia è formata da quadrati di 1 cm.).





    Nella loro sede definitiva.




    Stabilizzazione alberi
    Si procede alla stabilizzazione degli alberi maggiori, con conseguente loro incollaggio, verificando l’ inclinazione delle coffe, che devono rimanere parallele alla linea di galleggiamento, con “falsi stralli e paterazzi”.

    Per questo sostituite momentaneamente le teste di moro con tre “false teste” rimovibili necessarie per mettere in linea gli alberi ed il bompresso.



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    Re: La mia Couronne, da piani Lusci

    Messaggio Da Laerte il Sab 10 Set 2016, 10:59

    Ora la scialuppa appare molto più realistica.
    Buon Vento,
    Laerte


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    Re: La mia Couronne, da piani Lusci

    Messaggio Da Giorgio 45 il Dom 18 Set 2016, 20:27

    Bompresso

    Generalmente l’attrezzatura di un modello inizia dal bompresso che nel 17° secolo era molto semplice.

    Su un bompresso di grosse navi è opportuno mettere 2 trinche da 6 – 7 spire.

    È necessario posizionare dei tacchetti d’arresto per evitare lo scivolamento della trinca; il loro numero era spesso di  5, 1 centrale e 2 su ciascun lato ma ne erano sufficienti anche 3 su due file.

    Montaggio: si inizia con una gassa impiombata dove viene passato l’altro capo che si fa girare, serrando, da sinistra a dritta intorno al bompresso facendo in modo che la gassa sia orientata verso il basso, poi, sempre da sinistra a dritta (il lato destro dell'imbarcazione guardando verso prua), si iniziano a mettere le spire necessarie facendo in modo che i giri inizino sulla parte finale del bompresso ed anteriore nell’ incastro incrociandosi a metà altezza con una legatura finale, a metà altezza, a più spire.

    Questo non è l’esatto metodo usato per trincare il bompresso sulle “navi vere” in cui ogni spira veniva anche legata alla precedente … ma è un buon compromesso per riproduzioni in scala 1/100.

    In questo periodo non troviamo ancora la briglia usata, sembra, per la prima volta su navi francesi verso la fine del 1600.

    Le sartie di bompresso sono comparse dopo le briglie; prima erano realizzate con corde di fortuna come “accessori extra” montate “al bisogno”.





    Stralli (descrizione)

    Foto rielaborata da DeA (Manuale di architettura navale)  “ Stralli dei  vascelli con albero di civada” riferiti a Francia, Spagna e Inghilterra con evoluzione francese 1620 – 1640 dove è evidente la sempre più complessa evoluzione; ritengo comunque che esistano anche fasi intermedie meno complesse di quella del 1640.




    Il sistema di montaggio dello strallo con gassa e rinforzo non è sicuro che fosse in uso anche nei primi decenni del  17° sec., ma molto probabilmente era realizzato con una semplice gassa lunga impiombata.

    Lo strallo di trinchetto andava a far dormiente sul bompresso e pur essendoci tre diversi modi di montare (bozzelli, bigotte e redance) il sistema di bigotte fu quello più usato.

    Venivano fissate sul bompresso mediante un collare impiombato ad una legatura piana, mentre la parte superiore come le bigotte delle sartie.

    Le bigotte, di grosse dimensioni, potevano presentare 5 occhi invece dei 3 standard.

    La cima, dopo che è stata arridata, viene fissata con la stessa modalità delle sartie.

    Lo strallo di maestra è più spesso di quello di trinchetto e la sua parte inferiore era molto lunga perché passava in un incastro sulla ruota proprio sotto il bompresso (Couronne) o in un foro dello sperone.

    Nella prima metà del 17° sec. era tanto lungo da passare con le sue due parti al disotto del corrimano ed ai lati dell’albero di trinchetto prima di unirsi alla bigotta montata con legatura piana.

    Utilissima questa illustrazione da dove si evincono molti dei particolari descritti e che ritengo valida per valutare lmolte manovre fisse di quel periodo.



    Per ora però rimangono i “falsi stralli” (quindi non definitivi) per mantenere le giuste inclinazioni e non far piegare gli alberi verso prua.

    Giorgio45
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    Re: La mia Couronne, da piani Lusci

    Messaggio Da cantierimodellinavali il Mar 20 Set 2016, 11:11

    Giorgio45,

    ... Eseguita la correzione delle pale dei remi …

    molto meglio


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    Re: La mia Couronne, da piani Lusci

    Messaggio Da Giorgio 45 il Mar 27 Set 2016, 14:54

    Grazie per le dritte Marco.

    Penso sia opportuna, almeno per i modellisti “più giovani”, una descrizione succinta dei pennoni  … è più facile così comprendersi e integrare i disegni dei piani.

    PENNONI
    I pennoni , a cui sono inferite le vele quadre, sono di forma biconica con diametro a scalare e proporzioni ben definite:
    ponendo la parte di diametro maggiore uguale ad 1 si deve dividere in ottavi  l’intero pennone che a scendere sono: 0,97 – 0,87 – 0,70 fino alla ”varea” con 0,43 volte il diametro maggiore; nell’ultimo ottavo si passa da 0,70 a 0,43 ma non in modo uniforme; per i due terzi si va rastremando poco, poi l’ultimo terzo è praticamente spesso in modo omogeneo a 0,43 ed è detto varea.

    Dal 1530 al 1660 circa troviamo nella parte centrale del pennone le prime tipologie di tacchetti col il compito di evitare lo scorrere delle manovre agganciate.

    Disegno rielaborato da DeA (Manuale di architettura navale)



    Le VAREE evitano come i tacchetti lo scorrere delle manovre agganciate.

    I pennoni “composti” erano cerchiati alla distanza di circa 1 metro, ovviamente ci si riferisce a quelli di grosso diametro e non a tutti.

    I pennoni sono tenuti aderenti all’albero da un collare detto trozza che sarà descritto in seguito.

    VERGHE o ANTENNE
    Le verghe o antenne, sono “pennoni” a cui sono inferite le vele latine; presentano anch’ esse alle loro estremità le varee, differiscono però per avere il diametro maggiore a circa un 1/3 della lunghezza.
    La parte superiore dell’ antenna era la penna, quella inferiore carro.

    Sulla cima della penna era montato il pennaccino di minimo spessore che si rompeva con vento forte indicando all’ equipaggio il momento di ridurre la vela.

    L’antenna deriva da un pennone abbassato da un lato verso il ponte; si era notato che questo permetteva alla nave di viaggiare più agevolmente con vento laterale.

    Sulla Couronne diLlusci  i pennoni e l’ antenna sono di colore nero … un vero peccato perché anche le manovre dormienti sono nere e si perdono molti dettagli … inconvenienti del modello colorato ... ma a veder bene nei dipinti e disegni del tempo gli alberi sono scuri e anche Lusci indica per loro il colore del legno naturale scuro.

    A proposito di “nero” il colore delle bigotte tonde, secondo Lusci,  è nero … ma se le bigotte sono triangolari la colorazione indicata è “rosso pozzuoli” ???

    Si inizia a far segatura … per la loro realizzazione  … poi si continuerà con le manovre dormienti dove inizialmente le coffe svolgono un ruolo molto importante.

    Foto di Pennoni in varie fasi di realizzazione.




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    Messaggio Da cervotto il Mar 27 Set 2016, 19:26

    Veramente dovrebbe essere "rosso MINIO", il rosso Pozzuoli era ignoto fino al 1745, quando iniziarono gli scavi archeologici che portarono alla luce affreschi romani a Pozzuoli. Il Minio invece era già noto come vernice impermeabile fin dai tempi romani (lo si usava ancora negli anni '50 per rendere impermeabile il legno e come anti ruggine, poi sopra il colore desiderato)
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    Re: La mia Couronne, da piani Lusci

    Messaggio Da Giorgio 45 il Mar 27 Set 2016, 23:35

    Ciao Umberto.
    ho ripetuto il nome “rosso Pozzuoli” perché è quello che ha scritto Lusci anche se penso, come te, che avrebbe fatto meglio a scrivere “rosso minio”; lo ricordo quel rosso che ho usato, da ragazzo, proprio per impermeabilizzare una barca da lago dopo aver trattato alcune fessure inserendo a forza della canapa e poi diverse mani di tinta, erano gli anni 60 … le resine ancora non erano state inventate!

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    Re: La mia Couronne, da piani Lusci

    Messaggio Da cervotto il Gio 29 Set 2016, 10:02

    Giorgio 45 ha scritto:Ciao Umberto.
    ho ripetuto il nome “rosso Pozzuoli” perché è quello che ha scritto Lusci anche se penso, come te, che avrebbe fatto meglio a scrivere  “rosso minio”; lo ricordo quel rosso che ho usato, da ragazzo, proprio per impermeabilizzare una barca da lago dopo aver trattato alcune fessure inserendo a forza della canapa e poi diverse mani di tinta, erano gli anni 60 … le resine ancora non erano state inventate!

    Giorgio45
    Ho riletto i vari fascicoli di Lusci "Navi e modelli di navi" e i suoi libri, Lusci consiglia il rosso Pozzuoli perché è più scuro del Minio e confondeva meglio le macchie di sangue durante i combattimenti, che sporcavano molto la nave. Quindi il termine moderno "Pozzuoli" indica solo un rosso più adatto a mascherare le macchie di sangue e puoi usarlo tranquillamente.
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    Re: La mia Couronne, da piani Lusci

    Messaggio Da Giorgio 45 il Ven 30 Set 2016, 08:42

    Si, Umberto,
    il rosso di Pozzuoli come il rosso pompeiano conosciuto anche con i nomi di rosso Ercolano, terra di Pozzuoli, rosso inglese, ematite e terra rossa di Verona (Wikipedia)  sono rossi molto simili e tendenzialmente scuri … come già detto a suo tempo sono tinte che non fanno risaltare il colore del sangue e questo è il dato più significativo che va tenuto presente… come i teli chirurgici di colore verde o celeste che quando sporchi di sangue assumono una tonalità scura e non rosso “sangue” anche sotto luce violenta.

    Pennoni … Continua …

    Per la realizzazione dei pennoni può essere d’ aiuto un tornio a legno anche se il lavoro non è veloce come ci si potrebbe attendere perché:
    • non tutti sanno lavorare al tornio e con le sgorbie è facile “passarsene” …  per cui bisogna fare esperienza.
    • Non c’è, come nel  tornio a ferro, una slitta a regolazione micrometrica per avanzamento e profondità … per cui bisogna fare tutto a mano libera e ad “occhio” con il solo aiuto di un poggia sgorbia ed un buon calibro … dai “cinesi” si trovano calibri a pile, al centesimo di millimetro, ad un costo inferiore di uno normale.
    • L’ autocostruzione di una slitta è da scartare perché il legno, a differenza dei metallo, flette durante la lavorazione specialmente se il diametro del tondino da trattare è esiguo.

    Per chi ha, come me, difficoltà a lavorare con le sgorbie … può usare carta abrasiva a “striscioline” a grana variabile e per lo “sgrosso” anche valori da 40 o 60 vanno benissimo, poi rifinire passando a 180 o superiori, usandola in modo simile ad un archetto capovolto.

    L’ uso della sgorbia però la reputo necessaria nella realizzazione delle varee e per la realizzazione di micro-incisioni per rendere preciso, al decimo di millimetro, l’ alloggiamento delle funi (foto).

    Le mie “striscioline” hanno una lunghezza sui cm. 25/30 e larghe da cm. 1 a cm. 2 che taglio, per comodità, con una “vecchia” taglierina per foto a lama diritta; solo per ritocco uso strisce più corte ricavate da dischi abrasivi con velcro che sono più resistenti … ma non sono certamente indispensabili.

    Si potrebbe usare anche un normale trapano con regolatore di velocità, però è un ripiego perché:
    • il mandrino, quando serra, lascia più facilmente delle tacche sul legno e … si deve serrare molto.
    • Manca una contropunta “regolabile” e mobile per il mantenimento dell’ asse longitudinale.
    • Il “foro” sul mandrino non è passante per cui non è possibile “accorciare” il pezzo da trattare aumentando di conseguenza il rischio di rotture (foto).
    • Alcune lavorazioni che necessitano di molta precisione e delicatezza, come le varee, penso che siano precluse o quasi.







    Rimane in alternativa il normale lavoro a mano, meno preciso e molto, molto, forse troppo lento …

    Come materiali ho usato “spiedini” di canna (si trovano di vari diametri anche se bisogna sceglierle perché spesso non sono sufficientemente diritte) per i pennoni molto piccoli, poi tondini di ramino per la loro buona compattezza, durezza e l’ andamento “rettilineo” delle fibre.

    La considerazione finale è che se si spende tanto in legno, accessori o kit … oggi anche l’ attrezzatura richiede un continuo investimento … decenni fa un archetto elettrico ed un mini-trapano erano una buona e valida  attrezzatura più che sufficiente ma il modellismo “moderno” evolve …  e se si vuole rimanere al passo con i tempi …

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    Re: La mia Couronne, da piani Lusci

    Messaggio Da Giorgio 45 il Mar 20 Dic 2016, 18:32

    Rieccomi … dopo un periodo d’ assenza ma a volte il tempo passa, sopraggiungono piccoli impedimenti … improvvisamente ci si accorge che manca del materiale e … poi anche la costanza di continuare … in questo periodo ho realizzato alcuni di quei “pezzi multipli” infiniti che richiedono tempo, non possono essere montati subito e danno scarsa soddisfazione ma tanti problemi esecutivi.

    Manovre dormienti
    Dovrebbe essere scontato … ma in tanti disegni di piani navali, sulle manovre dormienti (di autori diversi), noto imperfezioni, semplificazioni e dimenticanze, specialmente su quelli intorno a scala 1:100.

    Quanto segue non è per fare sfoggio di cultura ma per fissare meglio i concetti, le osservazioni personali e la terminologia …
    Nella Couronne di Lusci, sulle parasartie non sono riportati i paterazzi  che trovo agganciati quelli di trinchetto al corrimano sul castello (in uso nel XVI secolo ma non nel XVII) e quelli di maestra in un piccolo parasartie accessorio posto più in alto mentre preferisco realizzarli come piccolo prolungamento dello stesso parasartie (lo spazio c’ è e non ostacola i cannoni); apparentemente assenti quelli di mezzana per i quali, invece, ho preso in considerazione un piccolo parasartie accessorio posto più in alto verso poppa.
    Per posizionare i paterazzi in modo, spero, più realistico, ritoccherò i disegni di Lusci non mantenendo le bigotte ma sostituendole con bozzelli, dato che, quasi certamente, erano tutti volanti … una correzione  che ”ci può stare” …  studiarsi prima accuratamente i piani  e non dare mai nulla per scontato dovrebbe essere una regola.
    Sono consapevole che la mia documentazione è, in parte, condizionata dal “metodo” inglese … il più “gettonato” anche se ho provato ad escluderlo.

    Considerando le trazioni che saranno esercitate preferisco sempre eseguire uno scasso, possibilmente passante, in cui inserire a contrasto una parte del parasartie.
    Prevederlo prima è più semplice della correzione da farsi … comunque ho fatto degli scassi larghi circa mm. 5; un lavoro che mi ha portato a ridimensionare la lama Troncatore HSS per OZI/E del Proxxon 28520 OZI/E Levigatrice Oscillante da mm. 8 a circa mm. 3 allungando anche il gambo…



    Tutto bene per 5 scassi ma il sesto … dovrò fare opera di cesello per rimediare; una spiegazione dell’ accaduto potrebbe essere che ho preteso di fare lo scasso su una impiallacciatura incollata intorno al 1965 e sono incappato sopra una piccola bolla d’aria sottostante.



    I parasartie accessori sono, al momento, infilati nello scasso (non sono incollati) … mancano ancora la tinta blu e ganci bruniti ad anello.





    I ganci bruniti con anello terminale mi hanno messo in difficoltà perché il loro gambo incollato e affogato per soli mm. 1,5 su compensato non teneva, scollandosi ad ogni piccola trazione, poi … ho risolto il problema usando la “colla” bicomponente per saldare i metalli ma che funziona ottimamente anche tra metallo e legno.

    Risultato finale (sono stato costretto a cerchiare in rosso per la scarsa visibilità della variazione volendo fornire una veduta panoramica)



    Colgo l'occasione per fare a tutti voi e alle vostre famiglie i migliori auguri di buon NATALE, buona fine e buon principio,

     

    buona segatura a tutti.

    Giorgio45
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    Re: La mia Couronne, da piani Lusci

    Messaggio Da oldsalt il Mar 20 Dic 2016, 22:14

    Auguri di buone feste anche a te e complimenti per il modello e per l'accurato studio per la realizzazione.
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    Re: La mia Couronne, da piani Lusci

    Messaggio Da Walkyrja il Mer 21 Dic 2016, 10:35

    Concordo con Angelo, accurato lo studio, curati i particolari, curata la pulizia, a cui vanno anche i miei complimenti per la realizzazione.

    Ho i piani e il kit di montaggio pronti della Corounne, e prima o poi inizierò anch'io il cantiere.

    Solo non riesco ancora a capire le file di sabordi rispetto i ponti e agli incintoni, in alcuni modelli seguono i ponti sfalsandosi, in altri gli incintoni... ...vorrei capire qual'è l'esatta collocazione di quei cannoni. scratch

    In rete ho trovato questa per esempio, i sabordi seguono tutta un'altra linea rispetto al tuo modello.



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    Re: La mia Couronne, da piani Lusci

    Messaggio Da Giorgio 45 il Mer 21 Dic 2016, 13:03

    Ciao Giulia,

    prima di tutto … AUGURI di buon Natale e felice anno nuovo;

    ottima la tua osservazione e giustificati i tuoi dubbi.

    Io sono partito dai piani Lusci che per altro prevedono solo pochi sabordi aperti … ma sono convinto che sia l’ ennesima svista di Lusci che non ho corretto come altri macroscopici errori, primo fra tutti l’inesistente barcarizzo che ho solo ridotto d’ importanza.

    Penso che “la Couronne” della Corel, tratta, per buona parte, dalla ricostruzione del Vice Ammiraglio Paris sia più appropriata anche se, anche lì, continuano le imperfezioni ( inclinazione degli alberi, legatura del bompresso e sua posizione laterale, foggia e posizione dei fanali, ecc.)
    Quella che mando (postata da Cervotto) è l' unica immagine d' epoca della Couronne eseguita da P. Petit (in blù il Saint Louis),



    molto confusa ma da cui soni intuibili diversi particolari discordanti con i kit sul mercato.

    La Couronne lascia molto spazio a varie interpretazioni e per questo è “affascinante”; ha molto in comune con la "Perla Nera".

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    Re: La mia Couronne, da piani Lusci

    Messaggio Da Giorgio 45 il Mer 21 Dic 2016, 13:07

    Grazie Angelo per la visita e il tuo giudizio ...



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    Re: La mia Couronne, da piani Lusci

    Messaggio Da cervotto il Mer 21 Dic 2016, 23:32

    Per prima cosa: TANTI AUGURI A TUTTI! santa Ora sono in Brasile, non ho libri e appunti sotto mano ma riguardo alla Couronne, anche se il dipinto di P. Petit non è perfetto, la cosa da notare è che la terrazza di poppa è "COPERTA" (in rosso), cosa che non viene messa in nessun modello.

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    Re: La mia Couronne, da piani Lusci

    Messaggio Da cervotto il Mer 21 Dic 2016, 23:39

    Infatti nel testo d' epoca di Fournier (che non ho sottomano) è scritto che vi era una "Galleria COPERTA", non "Terrazza Aperta" come si vede nei modelli. Nel modello del Musée de la Marine non si vede perché la foto è solo di fianco, poi essendo andato distrutto durante la guerra ora non è possibile controllare.
    Ancora "BUONE FESTE" e Buon Anno a TUTTI!!
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    Re: La mia Couronne, da piani Lusci

    Messaggio Da Giorgio 45 il Gio 22 Dic 2016, 14:42

    Ciao Umberto,

    tu al caldo ed io con i malanni di stagione … ma il tuo contributo mi stimola … la poppa in effetti nella ricostruzione di Lusci è “povera” a confronto delle poppe delle imbarcazioni della stessa epoca per cui farla coperta come indicato anche dal v.a. Paris e da come s’ intravede nel dipinto potrebbe essere un’ ottima soluzione.

    Proverò a realizzare una semplice galleria coperta, poco profonda e non pomposa (non deve vedersi dalle foto fatte di lato) … attirandomi magari delle critiche … così sarà sempre più “la mia Couronne” su base Lusci ma diversa sia a prua che a poppa e non solamente per il diverso decorso delle manovre.

    A presto con le foto della realizzazione.

    Per Giulia un’ ulteriore conferma sulla linea degli incintoni tratto dal modello del Musée de la Marine postato da Umberto.

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    Re: La mia Couronne, da piani Lusci

    Messaggio Da cervotto il Gio 22 Dic 2016, 18:04

    Il modello "in plastica" della Heller mostra una poppa del tutto diversa da quella che sempre viene proposta, non so quanto possa essere credibile, ma ha "galleria chiusa", non terrazza aperta a poppa.
    Qui abbiamo sole e 32 gradi! Ancora "BUONE FESTE A TUTTI DEL FORUM"
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    Re: La mia Couronne, da piani Lusci

    Messaggio Da Giorgio 45 il Gio 22 Dic 2016, 18:37

    Mi sembra troppo di fantasia e troppo lontana da quella che ho in mente di realizzare.

    La base di partenza rimane sempre la poppa di Lusci e su quella penso di apportare aggiunte, non modifiche totali, rimodellando alcune decorazioni in esubero.



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    Re: La mia Couronne, da piani Lusci

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