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    costruzione di goletta, liberamente ispirata a piroscafo cannoniera del XIX secolo

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    Re: costruzione di goletta, liberamente ispirata a piroscafo cannoniera del XIX secolo

    Messaggio Da Marinaio il Ven 28 Ago 2015, 21:46

    Quindi la tensione di uscita è fissa o no??.......ma non fai delle prove delle apparaecchiature a secco.......senza motori o altro??........sarebbe meglio fare delle misure così sai come comportarti dopo, di solito si fa così......questo te lo dico come consiglio...maneggiando apparecchiature di tutti i generi tutti i giorni.........


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    variatore

    Messaggio Da alessandroROMA il Ven 28 Ago 2015, 22:25

    Scusa ma come fa ad essere fissa? Che senso avrebbe un variatore di tensione con uscita di tensione fissa ?
    Tu paghi qualcuno che ha studiato e progettato un aggeggio elettronico che possa far variare i giri al tuo motore per accellerare e decellerare e farti divertire grazie alla variazione di tensione in uscita e poi la vuoi fissa.
    Non avrebbe senso cercare un variatore basterebbe un attuatore on -off che apre o chiude un circuito, non credi ?
    Ma siccome sei elettricista ed eserciti, mi stai facendo venire i dubbi sulle poche certezze che ho, ma dimmi secondo te come fa allora un modello di nave elettrica con motore a spazzole ad variare la sua velocità ?
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    altre prove sui quesiti precedenti

    Messaggio Da alessandroROMA il Ven 28 Ago 2015, 22:51

    Ritornando al discorso precedente e alle domande che avevo fatto, posso aggiornare che:



    • la ricevente ha i negativi in comune (tutti in continuità elettrica)


    • lo stesso dicasi per i positivi che sono in comune fra loro.


    • Il range è fra i 4,5 volt e i 6,5 volt.


    • questo pseudo disegno-schema elettrico funziona:




    eccone la realizzazione pratica con una batteria da 6 volt carica effettivamente a 6,40 volt.


    ho eseguito la prova con esito positivo anche con alimentazione autonoma per ricevente con positivo del BEC isolato.




    Con una batteria da 6 volt, scarica con 5,68 volt (a vuoto) il medesimo circuito non funziona.

    Il problema passa dagli assorbimenti che si temevano alti sulla parte del verricello (e che in realtà forse non lo sono poi così tanto) alla soglia minima di voltaggio che potrebbe impedire uno sfruttamento completo, o almeno all'80% delle batterie.
    In ogni caso il passaggio attraverso la ricevente non è una soluzione che mi piace.

    assorbimento controllato, con l'aiuto di mio figlio, sulla parte verricello, arriva intorno ai 180 mA, con picchi più alti (il multimetro non aveva la funzione hold e non ho potuto memorizzare)



    Il verricello, il servocomando, la ricevente posso alimentarle con batteria abbassata da diodo, ma il variatore potrebbe fermarsi prima, quindi ho due soluzioni: o perseverare nell'alimentazione a 6 volt, o cambiare motore e mettere ad esempio quello in foto che arriva fino a 12 volt. In quest'ultimo caso dovrei sacrificare due batterie solo per il motore perchè andrebbero collegate in serie. Probabilmente funziona e una sola batteria da 4,5 Ah basterebbe per i tre utilizzatori minori diciamo.
    Però non mi piace del tutto e volendo perseverare con la soluzione tutto a 6 volt ho voluto sperimentare dopo quanto scende la tensione.
    Con voltaggio di partenza a vuoto di 6,40 volt.
    dopo venti minuti primi di utilizzo del motore diretto a batteria senza interruzioni il voltaggio sotto carico era 6,13 volt
    dopo quaranta minuti primi 6,07 volt
    e dopo sessanta minuti prmi 6, 02 volt con assorbimento effettivo di 1,08 ampere

    Per completare la prova avrei dovuto prendere la batteria e provare se il circuito di cui sopra funzionava, ma avevo già tolto tutto per la cena.




    già che c'ero e che avevo l'aiuto del mio pargoletto ho misurato l'avvolgimento massimo di questo verricello per studiare il sistema di controllo delle vele che dovrò realizzare:
    sono ben 36 cm,
    non mi posso lamentare a questo punto una leva di primo grado non è da scartare, anzi.



    La prossima volta proverò il circuito a 6,00 volt effettivi e gli altri schemi.
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    ancora sui 6 volt

    Messaggio Da alessandroROMA il Sab 29 Ago 2015, 20:49

    Ho rimesso la stessa batteria che avevo scaricato per un ora (di cui al precedente post) e che avevo lasciato a 6,02 volt, misurati con il carico.
    Prima della prova misurava un pò di più (a vuoto 6,19 e 6,10 con il carico) ma è normale.
    Il circuito ha funzionato anche per la messa in moto del motore, oltre che per i servi.
    All'uscita del variatore la tensione massima (quindi con levetta del relativo canale tutta in avanti) era di 5,89 volt. La misura è stata effettuata con il motore connesso e in movimento.

    Alla luce di questo risultato potrei continuare ad usare l'alimentazione a 6 Vdc, sebbene con le limitazioni di autonomia di cui ho già parlato.
    Mi sono dimenticato di dire che ci sarebbe un'altra alternativa oltre a quella già menzionata che consiste nella sostituzione del motore, ed è quella di lasciare lo stesso motore ma di cambiare il variatore scegliendone uno che abbia una tensione d'ingresso più bassa in modo da sfruttare in toto le batterie.
    Da una ricerca su internet ho visto che ci sono variatori per motori brushed che partono da 4,8 volt come tensione minima, il che sarebbe l'ideale.
    Il problema è che non sono di tipo nautico e devo stare attento a non farli bagnare. D'altra parte pure nel primo modello il regolatore non era di tipo nautico.


    Per completezza devo dire che il valore di 1,08 ampere riferito nel precedente messaggio in relazione all'assorbimento del motore, è riferito ad un motore diverso da quello che ho pensato di usare e sopratutto con albero libero. Nella situazione reale l'assorbimento sarà per forza maggiore, per gli attriti (per quanto cerchi di limitarli) e per la resistenza dell'acqua sull'elica.
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    Re: costruzione di goletta, liberamente ispirata a piroscafo cannoniera del XIX secolo

    Messaggio Da Marinaio il Dom 30 Ago 2015, 16:43

    Ciao vedo che sei andato avanti, scusa ma leggo solo ora le tue conclusioni, forse non mi sono spiegato bene l'altra volta......è logico, come dici tu che se regoli, mediante variatore dal radiocomando non puoi avere un uscita fissa, quello all'inizio non devi collegarlo e nemmeno il carico, devi solo misurare la tensione in uscita per verificare se ci sono cadute o eventuali tagli.........il radio ora non serve perchè non ci possono essere perdite o altro sul radio.........spero di esser stato chiaro.........e comunque complimenti per il lavoro che stai facendo.......


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    cripto

    Messaggio Da alessandroROMA il Dom 30 Ago 2015, 22:00

    per Marinaio
    scusa stavolta non ho capito quello che intendi dire.
    A parte che la misura reale di voltaggio andrebbe fatta non solo a vuoto (perchè è fittizia) ma bensì sotto carico. Comunque questo non è il problema principale, anzi non è un problema infatti non c'è molta differenza e la variazione la si può notare in entrambi i casi. Ma tu dici, se ho letto bene stavolta, "...quello all'inizio non devi collegarlo e nemmeno il carico..." riferendoti chiaramente al radiocomando. Come faccio a fare funzionare il variatore per effettuare le misure se non telecomandandolo, probabilmente c'è un modo ma io attualmente non lo conosco e non ne vedo nemmeno l'utilità.

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    qualche lento progresso

    Messaggio Da alessandroROMA il Ven 11 Set 2015, 18:33

    Sto risolvendo piano piano il problema degli accessi allo scafo.









    un bel casino.
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    freno

    Messaggio Da alessandroROMA il Ven 11 Set 2015, 18:45

    Per completare il sistema di rinvio c'è un pezzo da fare per cui mi serve una mola perciò accumulo ritardo. Nel frattempo anellini e altre piccole cose.

    Scopro solo ora, con rammarico, che gli alberi gli avrei potuti fare tranquillamente più alti di almeno altri 5 o 7 cm, guadagnando in estetica e prestazioni nautiche. Rifarli mi sconforta perciò in questo caso ho seguito il progetto iniziale.

    Nella foto parrocchetto e gabbia sono uniti ai fusi solo con un po' di scotch tanto per vedere le proporzioni con i cm in più.






    Il sistema di trasmissione è quasi completo, sono indeciso se farlo amovibile o fisso; in quest'ultimo caso solo l'albero interno (quello che ruota e al quale è fissata l'elica) sarebbe sostituibile.


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    Re: costruzione di goletta, liberamente ispirata a piroscafo cannoniera del XIX secolo

    Messaggio Da Grupnav28 il Ven 11 Set 2015, 20:07

    Ad ogni avanzamento questo modello mi incuriosisce sempre di più, molto azzeccata la finitura lucida dello scafo, per un modello dinamico penso sia l'ideale.
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    vernici

    Messaggio Da alessandroROMA il Ven 11 Set 2015, 22:38

    Grupnav28 ha scritto:Ad ogni avanzamento questo modello mi incuriosisce sempre di più, molto azzeccata la finitura lucida dello scafo, per un modello dinamico penso sia l'ideale.


    Ciao Grupnav28 devo dire che incuriosisce pure a me perchè mica lo so come verrà.

    Per la vernice non saprei che dire. Sulla qualità penso di essere andato bene perchè me l'ha consigliata Gianni Giordano ma sull'effetto estetico non sono certo però mi fa piacere avere un tuo parere positivo, visto che chi, come te, finisce  i modelli statici in plastica ha particolare occhio e cura per la verniciatura.
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    Re: costruzione di goletta, liberamente ispirata a piroscafo cannoniera del XIX secolo

    Messaggio Da cantierimodellinavali il Gio 17 Set 2015, 19:57

    Alessandro,

    noto con piacere che sei andato avanti nel lavoro.
    Rileggendo un pò tutto di dico alcune mie considerazioni:

    lo schema che hai fatto, quello di cui sotto, alla fine mettendo assieme i vari compromessi
    mi sembra il più adatto


    tuttavia prima per darlo per buono dovresti fare una verifica con l'accoppiata BEC/verricello, mi spiego.
    Il BEC, come dati di targa ti dà 5A di picco ma non sappiamo quanto è la corrente di lavoro,
    il verricello tu dici che ti assorbe 180mA, ma non è così, 180mA sono a vuoto o poco più.
    il costruttore dice che può "tirare" 12Kg, quindi, tu devi misurare l'assorbimento facendogli "tirare" almeno 10Kg, vedrai che ai 180mA ci dovrai (forse) aggiungere uno zero in più.

    Quindi utilizzando il circuito del tuo schema fai funzionare tutto e tutto sotto il massimo sforzo, anche il timone deve essere "caricato" e vedi se il BEC tiene,
    se non riscontri problemi vai avanti così senza sfasciarsi la testa più del dovuto.
    Se invece i risultati non sono quelli desiderati analizziamo volta per volta.

    ... sono indeciso se farlo amovibile o fisso; in quest'ultimo caso solo l'albero interno (quello che ruota e al quale è fissata l'elica) sarebbe sostituibile ...

    bhè ... è giusto che l'astuccio rimanga fisso, solo l'asse portaelica all'occorrenza, ma non necessariamente, porebbe essere oggetto di sostituzione.
    Una curiosità: perchè l'astuccio prevede due oliatori? Non dimenticare che il modello dovrà andare pianissimo



    buon prosieguo.


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    trovare il circuito migliore

    Messaggio Da alessandroROMA il Ven 18 Set 2015, 22:24

    Ciao Marco  "CantieriModelliNavali", sono contento che torni a scrivere e molto contento che lo fai anche sul mio topic, stavolta devo stare attento perchè al secondo giallo c'è il rosso.
    Scherzo eh! Non mi prendere troppo sul serio.


    Ciò premesso, entro nel merito.


    Nel frattempo ho fatto varie prove, anche perchè mi è arrivato nuovo materiale, ad esempio delle prolunghe per le spinette che connettono ricente e servi.
    Sono molto utili perchè tagliandole si possono fare i collegamenti che si desidera. Peraltro per  la misura di amperaggio che va fatta in serie ho dovuto per forza tagliare un conduttore e metterci in mezzo il multimetro. Certamente non l'avrei fatto con i cavi originali che partono dai servi.

    Oltre alle prove ho raccolto varie informazioni qua e la, di persona, via e.mail ecc. ecc. anche dai produttori, però l'unico circuito che ho testato effettivamente è quello che hai indicato tu.

    Tu mi scrivi:
    "tuttavia prima per darlo per buono dovresti fare una verifica con l'accoppiata BEC/verricello, mi spiego. Il BEC, come dati di targa ti dà 5A di picco ma non sappiamo quanto è la corrente di lavoro, il verricello tu dici che ti assorbe 180mA, ma non è così, 180mA sono a vuoto o poco più. il costruttore dice che può "tirare" 12Kg, quindi, tu devi misurare l'assorbimento facendogli "tirare" almeno 10Kg, vedrai che ai 180mA ci dovrai (forse) aggiungere uno zero in più."

    Sono perfettamente d'accordo con te per quanto concerne la prova sotto sforzo del verricello ed è giusto farla almeno all'80 % circa. Io invece ho tirato su solo un paio di forbici.
    Questo, oltre che un buon consiglio, è in linea con il mio modo di pensare e di agire. Anche se dalla casa mi hanno assicurato che il verricello non crea problemi al BEC, e altre fonti sono in sintonia con questa affermazione è sempre meglio verificare. Tuttavia, a naso, i cavetti del verricello e del bec mi sembrano sottodimensioanti per correnti superiori ai 5 A (per la seconda legge di Ohm), ma questo non vuol dire nulla e tu potresti dire che, anche ammesso che i cavi non siano effettivamente dimensionati per correnti maggiori, non è la prima volta che i produttori sbagliano, soprattutto quando si tratta di risparmiare sui conduttori di rame. Perciò OK per la prova da 10 kg.

    Scrivi ancora:
    "Quindi utilizzando il circuito del tuo schema fai funzionare tutto e tutto sotto il massimo sforzo, anche il timone deve essere "caricato" e vedi se il BEC tiene, se non riscontri problemi vai avanti così senza sfasciarsi la testa più del dovuto. Se invece i risultati non sono quelli desiderati analizziamo volta per volta "

    Dopo lungo meditare, sono arrivato quasi alla conclusione di rinunciare a questo schema per due motivi. Il primo riguarda il passaggio delle alimentazioni attraverso la ricevente. E' una soluzione che non mi piace ed in effetti altre fonti me l'hanno sconsigliata. In particolare un maestro di droni del tipo multicottero ha abbandonato da tempo questo tipo di schema e mi ha suggerito quello della seconda immagine del messaggio n. 88 di questo topic.

    Il secondo motivo è che, a meno di mettere due batterie in serie e ottenere i 12 volt (cosa possibile ma vorrebbe dire cambiare motore) oppure passare ai 7,2 volt che vuol dire LiPo (non possibile; le batterie sono l'unico paletto inamovibile) il BEC non funziona.
    O meglio funziona quando le batterie sono cariche ma appena la soglia scende sotto un certo livello di voltaggio (molto prima della scarica), si spegne tutto. Da una parte è un bene perchè le batterie vengono salvagurdate ma così sono sprecate.
    Anzi ho scoperto che anche l'ESC ha questo problema. Non tutti gli ESC logicamente ma il GRA2880, perchè il range è 6-12 volt.

    E' per questo che voglio verificare lo schema dell'ultima immagine del messaggio 88 di questo topic.
    E' certamente gradito prima un parere su di esso prima della prova perchè vorrei evitare di fare danni.

    Lo rimetto. E' meglio.




    Come si vede i bec esterni non sono più previsti e il positivo del bec interno è disconnesso.
    La presenza dei diodi l'ho già spiegata (giusta o sbagliata).
    Ma se servi e radio ricevente sono a posto dal punto di vista dell'alimentazione, rimane il problema dell'ESC.

    Ora, (sempre che lo schema sia esatto) ho due alternative.
    A) L'autonomia della nave a motore, considerando l'esperimento descritto del messaggio n. 103 di questo topic, sarebbe di almeno un'ora. Questo potrebbe essere un dato rassicurante considerando che: si tratta di una sola batteria che dopo un'ora si attesta su una tensione ancora capace di attivare l'ESC, ma le batterie sono tre perciò questa autonomia andrebbe moltiplicata per tre. Inoltre la prova è stata fatta sempre al massimo e continua. Di contro però va detto che in acqua gli attriti sono maggiori e di conseguenza gli assorbimenti possono arrivare a livelli molto alti e ridurre drasticamente l'autonomia. Ma le troppe incognite rendono il discorso aria fritta perciò è pronto il seguente piano B.
    B)  il variatore della Graupner è un signor variatore, di alta qualità e resistente all'acqua, perciò ha la precedenza e avrà un alloggiamento. Ma se l'autonomia divenisse poca ho già acquistato su ebay (ma non testato) ad una cifra ridicola un variatore che ha la soglia minima di 4,8 volt. Questo vuol dire che le batterie le posso "succhiare" fino alla fine e veramente l'autonomia diventerebbe un non problema.
    Tale variatore è di minor qualità e non è resistente all'acqua infatti è per le auto.

    passando alla parte meccanica scrivi:
    bhè ... è giusto che l'astuccio rimanga fisso, solo l'asse portaelica all'occorrenza, ma non necessariamente, porebbe essere oggetto di sostituzione.
    Una curiosità: perchè l'astuccio prevede due oliatori? Non dimenticare che il modello dovrà andare pianissimo


    In effetti il primo oliatore è ridontante, immette grasso o olio fra i due microcuscinetti in uno spazio dove non sarebbe indispensabile. Il secondo spara verso l'esterno ma il sistema non è completo devo mettere un tappo, poi farò le foto. Il tappo è un pò complicato ma ora penso di aver trovato il materiale e la soluzione.

    Quindi in base alla tua esperienza non ci sono casi in cui potrebbe essere necessario riparare o sostituire l'astuccio?
    Se così fosse è meglio, perchè farlo amovibile vuol dire molto lavoro in più.
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    Re: costruzione di goletta, liberamente ispirata a piroscafo cannoniera del XIX secolo

    Messaggio Da cantierimodellinavali il Sab 26 Set 2015, 12:57

    Alessandro,

    ... stavolta devo stare attento perchè al secondo giallo c'è il rosso.
    Scherzo eh! Non mi prendere troppo sul serio ...

    lo scherzo è sempre ben accetto, aiuta ad essere più vivi, aiuta a tirar fuori la testa dal cumulo d'impegni e problemi da risolvere ...

    ... Tuttavia, a naso, i cavetti del verricello e del bec mi sembrano sottodimensioanti per correnti superiori ai 5 A ...

    sono dì accordo con te, i cavetti dei servi saranno in AWG (American Wirw Gauge) 24 se non addirittura AWG 26.
    Tenendo conto che la massima corrente applicabile su un AWG 24 è di 3,5A .... il cavetto dovrà essere almeno AWG 23 (4,7A) o meglio ancora AWG 22 (7A)

    ... di rinunciare a questo schema per due motivi. Il primo riguarda il passaggio delle alimentazioni attraverso la ricevente. E' una soluzione che non mi piace ed in effetti altre fonti me l'hanno sconsigliata ...

    il problema nel tuo caso non è tanto il far passare le alimentazioni nella ricevente, diciamo che è normale, ma è il far passare le forti correnti.
    Infatti se da un lato è possibile "lavorare" sulle sezioni dei fili, nella ricevente non è possibile intervenire sulle piste del circuito stampato,
    per quanto possano essere (ma non lo sono) dimensionate al massimo non terranno certo i 5A, prima o poi la pista funzionerà da fusibile ...!

    Per quanto riguarda la tua scelta di batterie e motore, secondo me va bene così, manterrei sia le batterie in parallelo mantenendo i 6V aumentando la capacità che il motore,
    non vedo la necessità di cambiare configurazione.

    ...L'autonomia della nave a motore ... sarebbe di almeno un'ora.... ma le batterie sono tre perciò questa autonomia andrebbe moltiplicata per tre. Inoltre la prova è stata fatta sempre al massimo e continua. Di contro però va detto che in acqua gli attriti sono maggiori e di conseguenza gli assorbimenti possono arrivare a livelli molto alti e ridurre drasticamente l'autonomia ...

    Intanto ti assicuro che un'ora di navigazione è tantissima, ti stancherai molto prima, se poi moltipliche per tre ...
    E' vero che in navigazione ci sono attriti "aggiunti" e gli assorbimenti aumenteranno ma non saranno livelli moto più alti e la riduzione dell'autonomia non sarà drastica.
    Vai tranquillo ti stancherai prima tu che le batterie.

    ... non ci sono casi in cui potrebbe essere necessario riparare o sostituire l'astuccio? ...

    assolutamente no, se arrivi a dover sostituire l'altuccio vuol dire che hai distrutto irreparabilmente lo scafo.

    Buon prosieguo.


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    pareri sul mod dinamico parte Rc

    Messaggio Da alessandroROMA il Mer 30 Set 2015, 22:06

    Alla fine, con circa 40 grammi di resina epossidica, ho semiaffogato l'astuccio di alluminio optando per la scelta fissa come mi ha consigliato Marco "Cantierimodellinavali".
    In realtà avevo intenzione di fare anche l'astuccio mobile perchè è verissimo quello che Marco afferma: se si danneggiasse un tubo di alluminio non voglio nemmeno pensare a quelle sarebbe successo allo scafo in cui è contenuto. Però l'astuccio mobile serviva per facilitare l'eventuale sostituzione dei cusinetti interni, operando da sopra attraverso le aperture del ponte dopo aver tolto il servomeccanismo del timone. All'uopo avevo infatti disegnato le ordinate in quel tratto con degli incastri asportabili idonei a fissare l'astuccio. Per rendere stagno il foro e la zona di poppa invece della resina avevo pensato al silicone che, pur garantendo l'impermeabilizzazione, è facile da asportare in caso di necessità.
    Ora invece, se dovessi cambiare asse di trasmissione e cuscinetti, sarebbe necessario prima togliere il timone, segare un pezzo di legno e tirare il tutto da dietro.
    Confido che il buon sistema di chiusura e lubrificazione rendano questa operazione più remota possibile.

    Appena si asciuga inserisco una foto dell'affogato al caffè.


    Per quanto riguarda la questione elettrica non vorrei che il discorso diventasse ormai solo accademico e ozioso.
    Però volevo fare una precisione. La faccio a Marco in prima persona visto che la parte elettrica non trova molto seguito, almeno in questo topic.
    Le prove e i test sono sempre una via da percorrere  e non sono mai superflui, però tu sei avanti.
    Il mio passo successivo è quello di verificare la bontà dei collegamenti elettrici (ad esempio credo che alcuni negativi siano ridondanti, anche se forse non dannosi, visto che quelli sulla ricevente sono in continuità elettrica) tu invece vuoi verificare che gli assorbimenti del verricello a pieno carico siano accettabili.
    "il problema nel tuo caso ... è il far passare le forti correnti"
    Teoricamente un verricello, che meccanicamente deve supportare un certo peso, dovrà supportare quel carico anche dal punto di vista elettrico altrimenti è progettato male. La sua corrente massima non deve creare problemi nemmeno ai componenti normalmente ad esso abbinati.
    Ho già detto che la penso come te e non è la prima volta che apparati di basso costo siano sottodimensionati o fatti male però prima di provare i singoli pezzi (passo al quale già arrivi tu) io vorrei vedere se i collegamenti sono buoni, perchè un apparato ottimo (come potrebbe essere il variatore della Graupner) se lo collego al contrario si brucia immediatamente.
    In ogni caso un eventuale eccessivo assorbimento dell'utilizatore verricello si ripercuote sui connettori e sulla pista della ricevente che come tu stesso asserisci  "... nella ricevente non è possibile intervenire sulle piste del circuito stampato ..." ecco perchè non voglio far passare tutto di lì. Nello schema che io preferirei è evidente che un sovraccarico della parte verricello o servo timone non si ripercuote minimamente sulla parte ricevente se il cablaggio è buono. Meglio ancora se metto un fusibile. Considera che il tipo di diodi che ho già acquistato si rompono sopra i 5 ampere. Devo solo vedere nel datasheet se la rottura provoca l'apertura del circuito o meno.

    Per il discorso sulle autonomie sono perfettamente d'accordo con Marco, tanto é vero che se l'ora verrà confermata nelle prove "a mollo" il variatore Graupner troverà il contratto a tempo indeterminato.
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    Re: costruzione di goletta, liberamente ispirata a piroscafo cannoniera del XIX secolo

    Messaggio Da cantierimodellinavali il Mer 30 Set 2015, 23:58

    Alessandro,

    ... l'eventuale sostituzione dei cuscinetti interni ...

    per come dovrai usare l'asse tu visto che il tuo modello non è un motoscafo i cuscinetti ti dureranno per sempre,
    per il basso numero di giri di rotazione che dovrai avere delle bronzine ti sarebbero già state sufficienti
    (tanto per dire eh! Il cuscinetto è sempre una validissima soluzione quantomeno per minimizzare gli attriti e quindi i consumi)

    ... ad esempio credo che alcuni negativi siano ridondanti ...

    per quanto ti è possibile tieni presente che i collegamenti migliori sono quelli a stella ovvero un pozzetto di massa, tipicamente un vitone dove tutto il resto converge li,
    a seguire collegamenti in serie, da evitare assolutamente i loop.

    ... perchè un apparato ottimo (come potrebbe essere il variatore della Graupner) se lo collego al contrario si brucia immediatamente ...

    bhè, non è detto, vedi le specifiche, in genere gli apparati di qualità hanno protezioni ovunque

    ... se la rottura provoca l'apertura del circuito o meno ...

    quando i diodi si guastano si rompono le giunzioni quindi il circuito si apre


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    Messaggio Da alessandroROMA il Gio 01 Ott 2015, 09:08

    In risposta a Marco CantieriModelliNavali

    Molto bene per i cuscineti, io non li ho mai messi a dura prova e non so come si comportano alla lunga. Sull'altro modello al massimo hanno fatto tre ore di seguito. Quindi la tua esperienza mi mette al sicuro su questo fronte.

    scrivi: "bhè, non è detto, vedi le specifiche, in genere gli apparati di qualità hanno protezioni ovunque"
    E' detto è detto, purtroppo.
    Non mi riferivo all'inversione di polarità. Essa, in uscità non ha altro effetto che quello di far girare il motore in senso inverso. In ingresso, invece, per protezione basta un Ponte di Graetz, che forse già c'è. Comunque è talmente facile che ci riesco pure io a farlo senza nemmeno vedere lo schema. Ad ogni modo con i connettori obbligati e differenziati stavolta non dovrei avere bisogno di altro.
    Quello che non ti da scampo, e non c'è protezione che tenga, è mettere l'alimentazione sull'uscita (cavetti per il motore). Non mi dire che è difficile perchè altrimenti ti dovrei raccontare un piccolo aneddoto successo anni fa e non sarebbe lusinghiero.

    scrivi:
    "...quando i diodi si guastano si rompono le giunzioni quindi il circuito si apre..."
    Perfetto così i diodi stessi fanno da fusibile senza che debba mattercene (cosa che comunque potrei fare lo stesso).



    scrivi:
    "per quanto ti è possibile tieni presente che i collegamenti migliori sono quelli a stella ovvero un pozzetto di massa, tipicamente un vitone dove tutto il resto converge li,
    a seguire collegamenti in serie, da evitare assolutamente i loop."

    Questo mi interessa molto.
    Nello schema in questione ci sono loop secondo te? Se sì, mi indichi dove.
    La prima parte non credo di figurarlmela bene, mi potresti fare uno schemino, anche veloce e senza pretese estetiche, purchè completo.
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    Re: costruzione di goletta, liberamente ispirata a piroscafo cannoniera del XIX secolo

    Messaggio Da cantierimodellinavali il Gio 01 Ott 2015, 17:06

    Alessandro,

    ... Quello che non ti da scampo, e non c'è protezione che tenga, è mettere l'alimentazione sull'uscita ...

    Ah, bhé, invertire ingresso uscita è tutt'altra cosa che l'inversione dei fili ...

    A proposito di diodi e fusibili, secondo me il diodo sulla ricevente non serve, mi sembra di capire che vuoi alimentare la ricevente ad una tensione più bassa dei 6V, ma non ottieni vantaggi anzi ...
    Le riceventi sono fatte per lavorare sia con batterie ricaricabili, quindi elementi da 1,2V ma anche con batterie non ricaricabili quindi con elementi da 1,5V pertanto possono essere alimentate da 4,8V a 6V.

    Per contro se utilizzi un diodo o peggio ancora due diodi (immagino che hai pensato di usare quelli al silicio che hanno una caduta di 0,6 - 0,7V e non quelli Schottky che hanno una caduta da 0,15 a 0,45V) ti ritroverai in una situazione in cui a batteria un pò scarica alla ricevente non arrivano neanche i 4,8V.

    Il tuo circuito va bene, semmai come detto sopra abolirei i diodi ma metterei un fusibile sul regolatore
    Buon prosieguo.


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    Messaggio Da alessandroROMA il Gio 01 Ott 2015, 18:56

    Marco Cantierimodellinavali scrive:
    "A proposito di diodi e fusibili, secondo me il diodo sulla ricevente non serve, mi sembra di capire che vuoi alimentare la ricevente ad una tensione più bassa dei 6V, ma non ottieni vantaggi anzi ...
    Le riceventi sono fatte per lavorare sia con batterie ricaricabili, quindi elementi da 1,2V ma anche con batterie non ricaricabili quindi con elementi da 1,5V pertanto possono essere alimentate da 4,8V a 6V.

    Per contro se utilizzi un diodo o peggio ancora due diodi (immagino che hai pensato di usare quelli al silicio che hanno una caduta di 0,6 - 0,7V e non quelli Schottky che hanno una caduta da 0,15 a 0,45V) ti ritroverai in una situazione in cui a batteria un pò scarica alla ricevente non arrivano neanche i 4,8V."

    I diodi che intendo usare (salvo ripensamenti) sono proprio Schottky, me li ha presi un amico che doveva comprare diverso materiale elettronico via internet. Non credo si sia sbagliato ma tutto può essere.
    Come specifiche gli avevo semplicemente chiesto di ordinarmi diodi raddrizzatori che avessero una caduta inferiore ai 5 volt e supportassero 5 ampere.
    Quelli normali hanno cadute di tensione di 7 volt, un pò troppo; Per questo abbiamo optato per gli Schottky che hanno una caduta di 0,3 volt. Anche se Wikipedia dice che il range va da 0,15 a 0,45 volt quelli che ho io erano da 0,3 volt come specifica e sono da 0.3 volt misurati su batteria da 6 volt.
    Comunque non capisco perchè pensi che preferirei quelli normali visto che 0,3 è compreso fra 0,15 e 0.45 e anche il limite massimo di 0,45 è inferiore al limite del diodo normale cioè 0.7 volt.

    Sull'alimentazione della ricevente e dei servi ci sono diverse opinioni. C'é chi dice che il limite massimo di 6 volt è tassativo, per cui una batteria carica che ha, ad esempio 6,5 volt effettivi può creare problemi.
    A sosternerlo è lo stesso che me li ha venduti rispondendo ad una domanda specifica che io ho conservato, benchè in inglese. Se vuoi te la riporto integralmente.
    C'è chi dice che non è assolutamente così e che 0.5 volt in più non rovinano nè ricevente nè servi.
    Se fosse vera la prima opinione con uno o due diodi Schottky, anche a batteria carica, non potrei superare il limite massimo di 6 volt.
    Se fosse vera la seconda opinione il problema sarebbe quello di perdere inutilmente una parte di tensione e dissipare energia in calore, ma non certo quello di non far arrivare nemmeno 4,8 volt. Infatti per far arrivare la tensione fino a 5 volt diodi compresi, passano ore con la tipologia e il numero di batterie che ho preso.

    Sul regolatore il fusibile è d'obbligo e probabilmente sarà più di 5 ampere.

    Marco scrive:
    "Ah, bhé, invertire ingresso uscita è tutt'altra cosa che l'inversione dei fili ..."
    ...più che d'inversione dei fili parlai infatti di montaggio al contrario...


    Rimango interessato con molta curiosità alla tua soluzione con il vitone per le masse, quando vuoi senza fretta, mandami pure lo schemino.
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    Re: costruzione di goletta, liberamente ispirata a piroscafo cannoniera del XIX secolo

    Messaggio Da cantierimodellinavali il Ven 02 Ott 2015, 14:58

    Alessandro,

    ... Comunque non capisco perchè pensi che preferirei quelli normali ...

    no, no, perdonami, mi sono spiegato male, non è che ho pensato che tu preferisci quelli al silicio,
    ho solo immaginato ciò pensando che avresti preferito alimentare intorno ai 5V ... tutto quì.
    Comunque con tutta sincerità non ho ancora capito il motivo per il quale vuoi montare i diodi.

    ... Rimango interessato con molta curiosità alla tua soluzione con il vitone per le masse, quando vuoi senza fretta, mandami pure lo schemino ..

    eccoti lo schemino, per facilità di lettura ho tracciato soltanto le alimentazioni tralasciando tutto il resto,
    tanto per mostrarti il concetto:


    in questo modo scongiuri accoppiamenti che si potrebbero verificare ed annullare eventuali disturbi  generati dai dispositivi dandosi fastidio l'uno con l'altro.
    Certo è che userai un po di filo in più ma ne varrebbe la pena.


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    perchè i diodi

    Messaggio Da alessandroROMA il Ven 02 Ott 2015, 18:49

    A Marco cantierimodellinavali.
    Ho dato uno sguardo veloce allo schema, intanto grazie.
    A primo acchitto (hai omesso i cavetti dei comandi ma penso che siano sottintesi) dal punto di vista elettrico è uguale, mancano solo i diodi. In sostanza quello che cambia è la gestione del cablaggio ma a livello pratico mi riservo di studiarla con i pezzi in posizione. Mi sto concentrando sullo schema.

    Marco scrive:
    "Comunque con tutta sincerità non ho ancora capito il motivo per il quale vuoi montare i diodi."

    Speravo che mi fossi spiegato nel secondo paragrafo del messaggio precedente, invece non è così.

    Cercherò di essere più chiaro, per prima cosa ti riporto in grassetto la parte saliente di una chat che, se si vuole capire, bisogna leggere tutta:

    alessandro: Good evening, I have this winch: https://www.hobbyking.com/hobbyking/store/uh_viewItem.asp?idProduct=18974 I had lead batteries AGM 6 volt DC nominal; the actual volts at full charge are 6.50 and 6.75 in some cases. I can power the winch with this battery? The datasheet of the winch which indicates input voltage 4.8-6 volt. Risk of damage?
    [07:28:13]    GPS Geetesh: hi alessandro
    [07:31:34]    GPS Geetesh: yes it can damage the wench at full load
    [07:32:20]    alessandro: I have some constructive reasons for using this type of battery. Unfortunately I found that BEC Hobby King not functioning at 6 volts. It 'a voltage too low. I've already ordered the BEC by mistake. So I'm looking for another solution. I want to operate the servos and winches directly from the battery.
    [07:33:59]    alessandro: So the limit of 6 volts is mandatory and not indicative ?
    [07:34:25]    GPS Geetesh: its mandatory
    [07:38:00]    alessandro: I could put a diode. The diode creates a voltage drop of 0.5 volts. But to choose the suitable diode (or resistance) I need to know how much current passes. I can politely say how much current this winch: https://www.hobbyking.com/hobbyking/store/uh_viewItem.asp?idProduct=18974
    [07:38:49]    GPS Geetesh: yes you can add two such diode to drop the voltage and then it wont be a problem
    [07:39:21]    GPS Geetesh: the wench wont take more than 3A of current
    [07:42:24]    alessandro: that's very kind. I imagine that the receiver of the radio (which I bought from hobby king) and the servo for the rudder, absorb less current compared to the winch, right?
    [07:43:34]    GPS Geetesh: yes they do take less....... but 3amp is the maximum current when the wench is on full load


    Se devo prendere per buon quello che mi ha detto il signor Geetesh (che non è un forumer ma un tecnico della sua azienda incaricato di rispondere in merito alle questioni che riguardano i prodotti venduti da loro) una batteria da 6 volt nominali appena caricata danneggerà il verricello perchè ha un voltaggio effettivo maggiore di 6 volt.
    Quindi secondo Geetesh il limite massimo di 6 volt è tassativo e perciò 0,5 volt sono fatali.
    E' chiaro che il parere di Geetesh con tutto il rispetto non è oro colato, ma prendiamolo per buono.

    Come fare  per abbassare una tensione che parte da 6,5 volt, per esempio,  e portarla a 6 volt o poco meno ?

    Io ho pensato al diodo raddrizzatore, che in questo caso non mi serve nè per raddrizzare nè per impedire i passaggi di corrente in un certo verso (che poi è la sua funzione principale) ma bensì per causare una caduta di tensione costante (indipendente dalla diversa quantità di corrente, a differenza di una resistenza)  e quindi partire all'ingresso su ricevente e servi da 6 volt precisi o poco meno.


    Se il parere di Geetesh fosse errato, che pericolo corro per aver messo uno o due diodi?
    Nessuno, ho solo sprecato un pò di energia in calore, peraltro facilmente calcolabile.
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    Re: costruzione di goletta, liberamente ispirata a piroscafo cannoniera del XIX secolo

    Messaggio Da cantierimodellinavali il Ven 02 Ott 2015, 23:40

    Alessandro,

    ma allora scusami, monta un diodo Zener da 6V,
    in questo modo qualunque tensione in ingresso superiore a 6V in uscita avrai sempre 6V,
    qualunque tensione al di sotto dei 6V si comporta ... come se non ci fosse ...


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    Re: costruzione di goletta, liberamente ispirata a piroscafo cannoniera del XIX secolo

    Messaggio Da IGianni Giordano il Sab 03 Ott 2015, 09:28

    Il tempo non è dei migliori ed allora, chiuso in casa, ho passato un pò di tempo a leggere i vostri messaggi. Per i pochi eletti che conoscono la materia,sarà stata una dotta discussione ma per la maggioranza dei modellisti, me in prima linea, è risultata una cosa incomprensibile. Diversi anni fa mi sono cimentato anche nel modellismo dinamico. I modelli navigavano più che bene ma nel costruirli non mi sono posto tutte le problematiche che vi stanno affliggendo. Probabilmente sono stato un incosciente a mettere in acqua un qualcosa motorizzato senza fare astrusi calcoli.
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    studiare la parte dinamica

    Messaggio Da alessandroROMA il Sab 03 Ott 2015, 20:45

    IGianni Giordano ha scritto:Il tempo non è dei migliori ed allora, chiuso in casa,  ho passato un pò di tempo a leggere i vostri messaggi. Per i pochi eletti che conoscono la materia,sarà stata una dotta discussione ma per la maggioranza dei modellisti, me in prima linea, è risultata una cosa incomprensibile. Diversi anni fa mi sono cimentato anche nel modellismo dinamico. I modelli navigavano più che bene ma nel costruirli non mi sono posto tutte le problematiche che vi stanno affliggendo. Probabilmente sono stato un incosciente a mettere in acqua un qualcosa motorizzato senza fare astrusi calcoli.
    Gianni


    Ciao Gianni, già è un onore che intervieni su questa discussione e per me è un piacere perciò scusami se nella mia risposta potrebbe trapelate un pò di dissenso rispetto alle tue affermazioni.

    Probabilmente è anche vero ci proviamo gusto a trovare soluzioni ai problemi elettrici. Tu chiedereai: ma quali problemi?
    Eppure, leggendo in giro se ne sentono molti che hanno bruciato ESC o altri componenti elettrici per non aver considerato bene i valori. Molti di loro adesso fanno volare: aeromodelli, droni, elicotteri, navi a vela, navi a motore elettrico e a scoppio e non tutto è così scontato. E' sempre meno scontato man mano che aumentano le difficoltà.

    Certo se uno compra un kit di modello navigante non ha problemi di sorta, potrebbe anche ignorare completamente quello che ha messo dentro e il tutto funzionerà perfettamente.
    Questo perchè c'è stato qualcuno prima di lui che ha pensato a tutte le problematiche e le ha risolte.
    Anche chi fa il modello da solo o lo motorizza in autonomia non ha alcun problema se va in negozio, chiede i componenti e li monta.
    E' molto ma molto improbabile che un negozio di modellismo fornisca un assortimento sbagliato.
    Perciò anche in questo caso nessuno sforzo mentale, ha fatto tutto il negoziante che, un pò per conoscenze approfondite in materia, un pò per esperienza, ha risolto il problema per noi.

    Tu ti sei cimentato anche nel modellismo dinamico, sicuramente avrai fatto ottimi modelli anche in questo campo, ma in qualche modo devi aver messo dentro i componenti giusti.
    Come hai fatto ?
    Sapevi che ad un motore che va al massimo a 8 volt non puoi mettere batterie da 12 volt, tanto per fare un esempio. Certo che lo sai. Eppure qualcuno non lo sapeva; ebbene chi si è informato ha evitato di bruciare il motore.
    E l'ESC ? Saprai certamente che se questo aggeggio elettronico vuole, ad esempio, al massimo 8 volt in entrata non puoi metterci una batteria da 12 volt. Questo per dire che dalle domande più banali (che io non considero mai tali) a quelle più difficili non si va mai a caso altrimenti si può  certamente parlare di fortuna. Tu sei veramente andato a caso? Un minimo di calcolo lo avrai fatto ? Come hai scelto il tuo variatore ?

    Non ci vogliono astrusi calcoli per mettere in acqua un  modello a motore.
    Io credo che anche tu avrai usato un: motore elettrico, un variatore di tensione, un servomeccanismo per il motore, una ricevente e un radiocomando, batterie. Meno di così è un pò difficile far navigare un modello RC, che dici ?
    Beh ! Pensa, pure io sono riuscito a farlo nel primo modello senza alcuna esperienza prima e senza astrusi calcoli. Eppure qualcosa me lo sono dovuta chiedere.
    Ho rimediato la prima volta un motore a spazzole. Per usarlo non potevo usare un Esc per motori brushless. Questa semplice nozione se ignorata rischia di far fare comprare cose incompatibili.
    Ho fatto domande banali ma le informazioni mi sono state molto utili. Tu come hai fatto per reperire i componenti necessari e metterli insieme ?

    Ti chiedo ancora, mettiamo per ipotesi che hai appena completato un modello navigante e ti regalano un motore brushless, non ti chiedi se puoi metterlo e quale ESC ci puoi abbinare ? Oppure lo accantoni perchè non lo conosci ? Magari era perfetto.

    Tuttavia questo riguarda la motorizzazione semplice con un solo motore elettrico. Ma per muovere le vele ? Hai mai fatto un modello a vela che navigasse solo con la forza del vento, anche di bolina ? Anche in questo caso se si va su modelli, diciamo standard, si va sul sicuro, sulla via già tracciata da qualcuno e perciò senza incognite. Se fai tutto da zero non puoi non porti prima delle domande, altrimenti il rischio di fallire aumenta.
    Che fai non ce lo metti un verricello ? e quale verricello scegli ? e quanti ne metti e come li metti ?
    Quasi sicuramente io sono esageratamente "prudente" e forse il primo schema che ho proposto (approvato da Marco dei cantierimodellinavali) va bene ma considera (dammi questa attenuante) che è la prima volta che provo a creare un modello del genere e una volta chiusi i ponti sarà difficile cambiare.

    Poi c'è da dire che come te che hai la pioggia a me altri motivi impediscono di mettere mani al modello in maniera assidua come vorrei perciò leggo, scrivo e penso, invece di agire. Purtroppo.


    Ultima modifica di alessandroROMA il Lun 05 Ott 2015, 00:08, modificato 2 volte
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    gli zener ?

    Messaggio Da alessandroROMA il Sab 03 Ott 2015, 21:11

    cantierimodellinavali ha scritto:Alessandro,

    ma allora scusami, monta un diodo Zener da 6V,
    in questo modo qualunque tensione in ingresso superiore a 6V in uscita avrai sempre 6V,
    qualunque tensione al di sotto dei 6V si comporta ... come se non ci fosse ...

    Grazie dell'ottimo suggerimento. Io non sono molto ferrato sui diodi Zener perciò mi riservo di  scriverti una risposta più appropriata appena mi documento un pò, però qualche dubbio te lo paleso subito.

    Prendili con le pinze, potrei dire sciocchezze:


    • Il diodo Zener per funzionare da stabilizzatore non ha bisogno di una tensione più alta in ingresso ? Diciamo di almeno 2 volt?
      Se me lo confermi  allora è un problema, lo stesso per cui non posso mettere il BEC o un 7806 o un LM317. La tensione di ingresso deve essere maggiore di quella di uscita e 6,5 è troppo poco. Ritorniamo ai discorsi già fatti insomma. Ho scritto molto in proposito e non vorrei annoiarti ancora.


    • Il diodo Zener per funzionare da stabilizzatore non ha bisogno anche di una resistenza ?
      Se me lo confermi subentra il problema di trovare una resistenza adatta. Per adatta non intendo come valore ohmico per cui basta fare un calcolo ma che supporti potenze alte (e quindi passaggi di correnti anche dell'ordine di 5 ampere).


    Ci sarebbero altre cosine da chiarire ma questi sono i miei dubbi principali e il primo credo che sia proprio un ostacolo insormontabile.
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    Re: costruzione di goletta, liberamente ispirata a piroscafo cannoniera del XIX secolo

    Messaggio Da cantierimodellinavali il Dom 04 Ott 2015, 23:23

    Alessandro,

    ... Il diodo Zener per funzionare da stabilizzatore non ha bisogno di una tensione più alta in ingresso ? Diciamo di almeno 2 volt?
    Se me lo confermi allora è un problema, lo stesso per cui non posso mettere il BEC o un 7806 o un LM317. La tensione di ingresso deve essere maggiore di quella di uscita e 6,5 è troppo poco. Ritorniamo ai discorsi già fatti insomma. Ho scritto molto in proposito e non vorrei annoiarti ancora ...

    non è un problema se fai lavorare ricevente e servi a 4,8 - 5V ricordando che il range di lavoro è da 4,8 a 6V

    ... Il diodo Zener per funzionare da stabilizzatore non ha bisogno anche di una resistenza ?
    Se me lo confermi subentra il problema di trovare una resistenza adatta. Per adatta non intendo come valore ohmico per cui basta fare un calcolo ma che supporti potenze alte (e quindi passaggi di correnti anche dell'ordine di 5 ampere) ...

    non è necessaria una resistenza di grossa potenza in quanto potresti dedicare un circuito per ogni utilizzatore:
    - al regolatore non serve poiché il suo range di lavoro è da 6 a 12V e guarda caso è quello che necessità di più corrente, quindi scongiurati grosse resistenze e grossi diodi
    - la ricevente ha un consumo irrisorio quindi poche correnti e quindi tutto più piccolo
    - servo timone poco più della ricevente
    - verricello un po di corrente in più ma niente di che


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